La montagna rovesciata, presentato il 22esimo Film Festival della Lessinia

Nella mattinata di oggi, venerdì 29 luglio, presso la Biblioteca Vanzetti di Palazzo Giuliari, è stata illustrata l’edizione targata 2016 della rassegna cinematografica sulle terre alte che si terrà dal 19 al 28 agosto a Bosco Chiesanuova.

La cavità è come una ” montagna rovesciata”.  Senza contraddizioni neppure di forma, quest’anno, gli orizzonti del Film Festival della Lessinia scenderanno in profondità. A precisarlo, durante la conferenza stampa di oggi, nel palazzo dell’università scaligera, è Alessandro Anderloni, direttore artistico della longeva e apprezzata manifestazione internazionale.

«Sarà uno sguardo aperto sul mondo» anticipa Anderloni «Avremo ospiti registi europei, sudamericani ed asiatici a presentare i film di un programma cinematografico di assoluta qualità, frutto di un’instancabile ricerca tra le produzioni di ogni angolo del pianeta. Rafforzata la sezione dei lungometraggi, con quattro opere in Concorso che non mancheranno di far discutere. Una nuova sezione al mattino riproporrà, in lingua originale, i recenti grandi film ambientati in montagna: da Revenant a The Hateful Eight. Ma le sorprese arriveranno dai cortometraggi e dalle animazioni: vere perle in una programmazione articolatissima e tutta da scoprire».

Affiancherà le proiezioni, per rimanere in profondità anche con il pensiero, il tradizionale “Parole Alte”, un ciclo di incontri culturali e letterari che per la prima volta sarà curato dall’ateneo di Verona. “Una delle missioni dell’Università è anche quella di lasciare il suo castello d’avorio e  dare sostegno alla cultura ovunque essa germogli“, con queste parole Gian Paolo Romagnani, direttore del dipartimento Culture e Civiltà che, insieme al dipartimento di Scienze umane, è coinvolto nella manifestazione, spiega la natura della nuova prestigiosa collaborazione.

Il Festival, che gode del riconoscimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, ha selezionato, tra le 267 visionate23 opere in concorso per la Lessinia d’Oro e la Lessinia d’Argento. 64 saranno invece le opere cinematografiche che animeranno i 10 giorni di proiezioni, provenienti da 25 paesi con oltre 20 anteprime italiane. I lavori sono documentari, cortometraggi, lungometraggi e film di animazione ambientati in tutto il mondo, per cercare di affrescare scenari lontani e, in un certo qual modo, universali.

La giuria? Tanti i nomi internazionali, tra i quali spiccano le registe Marianne Chud e Fiorella InfascelliCorrerà in parallelo l’ormai rodata esperienza della “giuria più incredibile”, composta da alcuni detenuti della Casa Circondariale di Montorio grazie all’impegno dell’associazione Microcosmo. 

“La montagna ha bisogno del Film Festival: una rassegna che eleva e trasforma la percezione del nostro territorio, rendendolo attrattivo anche a livello culturale” sottolinea Claudio Melotti, sindaco di Bosco Chiesanuova, comune tra i sostenitori della rassegna assieme alla Regione Veneto, alla Comunità Montana della Lessinia e al Parco Naturale Regionale della Lessinia.

Appuntamento dunque al 19 agosto (ore 21) con il grande evento di anteprima giocato sul modello dantesco di tutti gli abissi: l’Inferno. Proprio le viscere simboliche del sottosuolo saranno le protagoniste della pellicola girata da Francesco Bertolini nel 1911 (nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna) presentata e prodotta dal Film Festival per l’occasione. L’inedita versione musicale che accompagnerà l’opera, eseguita in anteprima mondiale dal trombonista, compositore ed arrangiatore Mauro Ottolini, condurrà gli spettatori in equilibrio tra profondità e altezza.

Da sapere:

  • La sostenibilità sarà uno degli aspetti centrali della rassegna cinematografica. Il Film Festival della Lessinia, in collaborazione con Cremonesi Consulenze, si sta, infatti, adoperando per ottenere ISO 20121, il recente standard internazionale per la certificazione dei sistemi di gestione sostenibile per eventi.                           
  • Tornerà a Bosco Chiesanuova il giornalista Paolo Rumiz, con la sua ultima gemma letteraria “Appia”, il libro che ha scritto ripercorrendo la prima grande via europea.
  • Francesco Sauro, lo speleologo recentemente incoronato sul settimanale Time, tra i dieci leader di nuova generazione che incidono sul cambiamento della Terra, porterà il Festival fino alla “Casa degli dei”, le maestose montagne a cima piatta del Sud America, che nascondono dedali di grotte di inaccessibile mistero. (Leggi la nostra intervista a Francesco Sauro QUI)
  • Sarà disponibile una linea notturna di autobus ATV a termine delle proiezioni per tutta la durata del Festival.