La minoranza sulla giunta Tommasi: «Mancano deleghe, rischio sinistra e poteri forti»
Ieri è iniziato il ciclo di cinque anni del nuovo consiglio comunale, oggi è iniziato anche il percorso dell’opposizione. La componente che fa riferimento all’ex sindaco Federico Sboarina ha convocato questa mattina una conferenza stampa per dare le proprie opinioni sulla nuova giunta Tommasi.
Presenti, nella saletta di Fratelli d’Italia a Palazzo Barbieri i consiglieri Marco Padovani (FdI), Nicolò Zavarise (Lega) e Rosario Russo (Battiti). Assenti per altri impegni Sboarina e Paolo Rossi di Verona Domani.
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«Al sindaco e alla nuova giunta auguro buon lavoro, faremo una opposizione dura e seria ma soprattutto attenta alle competenze dei singoli assessori» ha detto Padovani. «Intanto però ci sono già almeno un paio di osservazioni che si possono fare, semplicemente conoscendo la storia professionale delle persone e i grandi temi di cui la città ha bisogno. Stupisce, innanzitutto, che non siano state assegnate deleghe importanti come i Lavori pubblici, Infrastrutture e grandi opere, ma soprattutto Edilizia privata (un settore che ha cominciato la digitalizzazione e che va presidiato quotidianamente per dare riposte a cittadini e professionisti), oltre ad aver pericolosamente diviso i Servizi sociali dal Terzo settore, che è il braccio operativo dei Servizi».
«Tommasi, che già ha tenuto per sé il cda della Brennero e deve occuparsi del complesso project per il rinnovo della concessione, avendo trattenuto anche queste competenze, dovrà mettere tutta la propria personale esperienza sulle delicate questioni oggi sul tavolo e che determineranno il futuro della città (Alta velocità, Variante alla Statale 12, arsenale, Arena, filobus, cantieri del pnrr, ecc.)» continuano i consiglieri di opposizione.
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Altre valutazioni più “politiche”: «Il vicesindaco Bissoli, sicuramente stimata professionista, è stata il legale che ha scritto l’accordo per l’albergo in via Garibaldi di Patrizia immobiliare, ma ha anche rappresentato Fondazione Cariverona nella trattativa con il Comune per la riapertura degli Scavi scaligeri. Quella stessa Fondazione il cui presidente è il suocero del neo capo di gabinetto del Sindaco, avv. Perini».
«E poi c’è la massiccia presenza della sinistra di partito, che Tommasi in campagna elettorale ha fatto finta di tenere alla larga non incontrando il segretario Pd, ma che invece è ben rappresentato nella sua parte più estrema, con la presenza di Benini e Bertucco, a discapito dell’ala più moderata. Pure con l’aggiunta del giovane Jacopo Buffolo che, nonostante la sua giovane età, e la sua apparente provenienza civica, si ispira alla storia del defunto Pci, e del ‘Signor No’ Bertucco che avrà i cordoni della borsa con il Bilancio e che dovrà scendere a patti con i poteri forti da lui tanto combattuti. Dunque, il civismo è stato il cavallo di Troia per i poteri forti e la sinistra si è ben accomodata, trasformando il rassicurante giallo della campagna elettorale, in rosso acceso».
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