La guerra alla West Nile riparte nel 2019

Nonostante l’estate sia finita da diverse settimane, il virus West Nile, la febbre del Nilo che ha flagellato il nord Italia (e anche il Veneto) nella scorsa stagione, torna a far parlare di sè. Si è infatti svolto oggi a Venezia un confronto scientifico nel quale sono state illustrate le strategie da attuare nel corso del 2019 per limitare il contagio. Presente anche l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto: “La prima campagna larvicida in Veneto già a marzo”.

E’ stato l’incubo dell’estate appena passata in tutto il nord Italia così come in Veneto e anche nel veronese, dove ha causato ben 2 decessi. Il virus West Nile, trasmesso all’uomo dalle zanzare culex pipiens, sembra essere un ricordo lontano, eppure rimane un fenomeno da tenere sotto controllo soprattutto per la sua diffusione massiccia non solo in Italia, ma anche in buona parte dell’Europa balcanica, in Portogallo, Grecia e Corsica.

Ed è proprio del virus e delle strategia per arginarlo durante l’estate 2019, che si è parlato oggi a Venezia durante un tavolo di confronto che ha riunito esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Ullss, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly. Presenti, tra gli altri, l’Assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, il DG della sanità regionale Domenico Mantoan, il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza, il responsabile del Laboratorio di Microbiologia di Padova, Centro di Riferimento Regionale, Giorgio Palù, il Direttore dell’Irccs per le Malattie Tropicali dell’ospedale di Negrar, Zeno Bisoffi.

“L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna – ha riconosciuto Rezza – è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo certamente escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le possibili misure di monitoraggio e prevenzione”.

“Come Veneto – ha anticipato Coletto – stiamo già programmando le azioni per il prossimo anno, che potranno contare su un finanziamento base di 1,5 milioni di euro da dedicare principalmente al monitoraggio e alle iniziative di prevenzione, ma la questione va ben oltre la nostra Regione, per cui sarebbe opportuno valutare un intervento di sostegno nazionale. Posso comunque già anticipare – ha detto – che nel 2019 verrà realizzata un campagna larvicida a marzo, mirando a ridurre al minimo la schiusa delle larve. In estate, invece, ci saranno due campagne adulticide, i cui tempi saranno decisi dai tecnici sulla base dell’andamento della stagione e delle indicazioni che arriveranno dalle trappole disseminate in tutte le aree a rischio”.

Le conclusioni sono state tratte dal Direttore Generale della Sanità Veneta Domenico Mantoan, che ha indicato una serie di passaggi procedurali: l’istituzione Commissione regionale permanente sulle attività di controllo dei vettori, per il coordinamento di tutti gli Enti coinvolti; l’attivazione in tutte le ULSS del Tavolo tecnico di coordinamento con Comuni e Consorzi di Bonifica; la predisposizione da parte delle Ulss di una pianificazione generale delle attività di disinfestazione nel proprio territorio; supporto dei Consorzi di Bonifica ai Comuni nelle operazioni di monitoraggio del territorio e mappatura dei potenziali focolai larvali; mappatura del territorio da parte dei Comuni, individuando le aree da sottoporre a disinfestazione  e predisponendo un Piano di disinfestazione nel territorio di competenza e l’indizione da parte della Regione Veneto, tramite Azienda Zero, di un bando unico regionale per le attività di disinfestazione in caso di emergenza sanitaria. I Comuni potranno agganciarsi a questo bando per appaltare le attività di disinfestazione programmata.