“La demenza da diverse prospettive”, mercoledì il convegno a Negrar

Il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria e Alzheimer Italia Verona sono i promotori del convegno aperto alla cittadinanza dal titolo “La demenza da diverse prospettive”, in programma mercoledì 22 marzo alle 16 all’Ospedale di Negrar.

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Si stima che in tutto il mondo siano cinquanta milioni le persone che soffrono di demenza, di cui il 60% di malattia di Alzheimer. E poiché uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia è l’età anziana, si ipotizza che i malati diventeranno 130 milioni nei prossimi trent’anni. Purtroppo non è ancora disponibile una terapia farmacologica efficace nel curare la malattia, esiste tuttavia la possibilità di rallentare l’evoluzione del decadimento cognitivo grazie ai farmaci attualmente disponibili che agiscono in sinergia con strategie e attività finalizzate a preservare le abilità residue.

Un obiettivo che accomuna il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria e Alzheimer Italia Verona, promotori del convegno aperto alla cittadinanza dal titolo “La demenza da diverse prospettive”, in programma mercoledì 22 marzo alle 16 nella Sala Fr. Perez dell’Ospedale di Negrar.

L’incontro vuole sì sviluppare attraverso l’intervento di vari specialisti (neurologi, psicologi e psicoterapeuti, geriatri e assistenti sociali) la complessità del paziente con decadimento cognitivo, ma vuole porre anche l’accento sulla possibilità di un percorso di cura che porti ad affrontare la malattia con coraggio senza sentirsi abbondonati grazie a un sostegno medico, sociale e di volontariato.

“Demenza senza paura” è infatti il titolo dell’intervento della dottoressa Zaira Esposito, responsabile del Centro di Negrar, che nel 2022 ha effettuato 666 visite di cui 203 con nuovi pazienti. La neurologa affronterà il tema della demenza attraverso l’arte, in particolare con gli autoritratti del pittore statunitense William Utermohlen, affetto da Alzheimer, che ha rappresentato se stesso lungo gli anni della malattia. E con gli scatti del fotografo olandese Alex Ten Napel che immortalano i volti delle persone ammalate. «Si sostiene che la demenza sia una patologia che ruba l’identità alla persona – sottolinea – ma guardando questi visi a nessuno verrebbe in mente che siano uomini o donne senza identità. Anzi, sono persone con tutte le loro caratteristiche, emozioni e risorse inaspettate che noi dobbiamo far emergere».

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A questo scopo il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze nel 2015 ha dato vita all’Officina della Memoria, una serie di iniziative che hanno la finalità, anche attraverso l’attività fisica, «di rafforzare le abilità cognitive motorie residue, incrementare l’uso di strategie di compensazione, sempre nell’ottica di aumentare il senso di autosufficienza e benessere sia in persone sane, a scopo preventivo, sia in coloro che hanno dei lievi deficit cognitivi – spiega la dottoressa Esposito -. Inoltre vengono proposti incontri di formazione per i familiari con lo scopo di trasmettere conoscenze e fornire strategie per prendersi cura al meglio del proprio caro».

La famiglia è infatti protagonista del percorso di cura del paziente, ma molto spesso, se non sostenuta, rischia anch’essa di ammalarsi a causa del forte impatto della patologia sull’intero sistema di vita familiare. Un tema che nel corso del convegno sarà affrontato dal punto di vista psicologico e medico, ma anche pratico con le indicazioni dell’assistente sociale e la presentazione dei servizi per le famiglie offerti gratuitamente da Alzheimer Italia Verona, l’associazione di volontariato, diretta da Maria Grazia Ferrari. Fondata nel 1998, è presente sul territorio veronese con diciassette sedi dove sono attivi centri di sollievo per anziani affetti da decadimento cognitivo che offrono gratuitamente attività di stimolazione cognitiva e occupazionale, ginnastica dolce, musicoterapia, iniziative ludico-ricreative e di socializzazione. Gli incontri sono guidati da psicologi, educatori, fisioterapisti, musicoterapisti e volontari formati, con l’intento di mantenere per il paziente il maggior livello di benessere possibile.