La conta dei danni di Coldiretti, Cia e Confagricoltura

Pioggia, vento e grandine di una violenza inaudita. Dopo il maltempo che sabato notte si è abbattuto sul veronese arrivano i primi resoconti. Si rischia il lavoro di un anno.

Coldiretti Verona fa il punto in particolare sulla zona dell’est veronese, specie a Soave, Zevio, Belfiore, dove vento e grandine si sono abbattuti su vitigni e produzioni frutticole come mele e pere. «I danni al momento non sono quantificabili – evidenzia Giuseppe Ruffini, direttore di Coldiretti Verona –.  I vigneti sono nella fase della inflorescenza per cui la valutazione potrà essere effettuata più avanti nel tempo quando si formeranno i grappoli».

Nella zona di San Giovanni Ilarione fino a Brognoligo – Castelcerino si è verificata una grandinata sui frutteti con danni visibili, invece, sulle varietà precoci di ciliegio. Per quanto riguarda il territorio di Sona e San Giorgio in Salici, ci sono stati vento e grandine molto sottile, quasi una sorta di nevicata. Le temperature non sono scese sotto lo zero per cui si presume che i danni non dovrebbero essere elevati. Un forte vento ha colpito la zona Lago, così come Affi, Cavaion Veronese e con grandine in una striscia di Peschiera.

A Bardolino c’è stato un forte vento che ha sradicato piante anche secolari ma i danni in agricoltura al momento sembrano contenuti come nell’entroterra
gardesano. Si riscontrano danneggiamenti alle piante di kiwi in diverse zone del veronese per il forte vento.

«I nostri tecnici – conclude Ruffini – proseguiranno nei prossimi giorni analisi più approfondite delle zone colpite per ulteriori verifiche. La questione, pertanto, resta aperta».

Più tragico invece il resoconto di Cia Verona. «La grandine è durata 15 minuti ma è stata fitta e ha colpito pesantemente le foglie dei frutteti – sottolinea Andrea Lavagnoli, presidente di Cia Agricoltori Italiani Verona. Il danno è stato soprattutto per i vigneti della zona del Lugana, dove la grandine ha colpito anche i germogli in crescita, ancora teneri. Il bilancio è ancora da tracciare, ma si presume che si possa arrivare a perdite fino al 50 per cento».

«È un altro brutto colpo per l’agricoltura veronese, colpita di nuovo a una settimana dalla grandinata che ha danneggiato le colture del Basso Veronese, dalla soia al mais al frumento. La stagione parte male e questo freddo non aiuta, perché blocca lo sviluppo vegetativo delle piante e ritarda la maturazione dei frutti».

Anche Confagricoltura traccia un bilancio negativo. «La grandine e il vento hanno flagellato tutta la zona pedemontana e poi tutta la fascia che va da Peschiera fino a Soave – spiega Pietro Spellini, vicepresidente di Confagricoltura Verona –  I vigneti sono stati colpiti anche pesantemente, soprattutto nella zona del Basso lago. In questo periodo i germogli sono in piena fase di crescita, ma sono ancora molto teneri e si spezzano facilmente. La grandine in alcuni vigneti li ha tranciati in due, facendo cadere le inflorescenze e spezzando anche i rami. Avere germogli spezzati vuol dire che una parte della produzione andrà persa.

Un disastro anche nei frutteti senza rete: meli, peri, pesche, albicocche. «La grandine ha segnato tutti i frutti, che quindi verranno deprezzati. E se pensiamo che nel 2018 la frutta di seconda scelta si valutava a 5 centesimi, allora è chiaro che i danneggiati dalla grandine avranno buttato al vento il loro lavoro».

Parla così Paolo Avanzini, dei viticoltori di Confagricoltura Verona, che ha parecchi vigneti di Lugana doc nella zona di Peschiera. «Tutta la zona del Lugana è stata colpita molto pesantemente. È stato un evento che non si verificava da anni: grandine, pioggia e vento contemporaneamente, di una violenza inaudita. Io ho avuto un grande danno, anche se ci vorrà qualche giorno per quantificare. Tralci devastati, rami spezzati. C’è chi ha perso la totalità della produzione. Chi non è coperto dall’assicurazione rischia veramente il lavoro di un’annata».