La Casa Rossa di Quinzano si apre a 16 lavoratori in difficoltà abitativa
Otto stanze e 16 posti letto con cucina condivisa, destinati ad altrettanti adulti maschi per contrastare il rischio di marginalità sociale dovuto al caro-alloggi. Il Comune di Verona ha riattato l’edificio dell’Iciss (Istituto Civico di Servizi Sociali) che si trova nella frazione di Quinzano in via Villa 26, la cosiddetta Casa Rossa.
Il progetto, finanziato con 85mila euro per il biennio 2024-2025, è stato messo a terra dall’assessorato ai Servizi sociali e terzo settore in seguito alla ratificazione dell’accordo di collaborazione con gli Iciss, deliberato oggi. Gli Iciss sono, infatti, statutariamente preposti all’assistenza e all’accoglienza delle persone fragili.
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«Una bella notizia, buona notizia. Con questo progetto rivolto a 16 maschi maggiorenni, lavoratori e in regola con i documenti – spiega l’assessora di Verona ai Servizi sociali, Luisa Ceni – raggiungiamo due obiettivi. Da un lato diamo un’opportunità in più a persone che percepiscono un reddito basso, lavorativamente impegnate, ma che per diverse ragioni non riescono a far fronte agli elevati canoni mensili di mercato. Penso agli immigrati regolari, a persone, che dormono in auto o che ogni tanto transitano dai dormitori, ma anche ai padri separati con figli, che non riescono ad arrivare a fine mese. Ad essi sarà richiesto un canone congruo».
Spiega Ceni: «Le modalità di definizione dell’affitto del posto letto, la stiamo individuando. Dall’altro, interveniamo in un’area da tanto tempo lasciata in abbandono, presidiandola. Mi chiedo come mai, la casa che dal 2009 è stata centro di accoglienza fino al 2015, non sia rimasta il luogo di inclusione e integrazione che era e che tornerà ad essere. Questo nell’interesse degli ospiti e della frazione stessa».
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La Casa Rossa sarà gestita da una cooperativa sociale, un ente terzo, quindi, rispetto a Comune e Iciss, individuata tramite manifestazione di interesse che curerà anche la custodia dell’edificio. I soggetti interessati dovranno proporre un piano di fattibilità tecnico economica che sarà valutato e poi scelto. Gli ospiti saranno individuati dai Servizi Sociali.
«A questo progetto di co-housing stiamo lavorando ormai da due anni in stretta collaborazione con la seconda Circoscrizione. Finalmente, partirà entro fine gennaio – conclude Ceni – non appena arredate le stanze e la cucina. Quindi, supereremo l’idea di emergenza abitativa, dell’emergenza del freddo, dando a queste persone una prospettiva di vita dignitosa, quale meritano».
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