La carica di Sboarina verso il ballottaggio: «Tommasi prestanome di Pd e Cinque Stelle»

In preparazione al primo turno il sindaco uscente Sboarina era sembrato occuparsi più della sfida interna al centrodestra. In vista del ballottaggio gli attacchi ora sono frontali verso Tommasi.

Federico Sboarina giornata elezioni (2)
Federico Sboarina

Parte la corsa al ballottaggio, Sboarina lancia un primo vero attacco diretto a Tommasi

In vista del ballottaggio del 26 giugno iniziano le consultazioni per trovare un accordo con Flavio Tosi, ma il sindaco uscente Federico Sboarina affila anche gli artigli nei confronti del contendente diretto Damiano Tommasi.

«La scelta è tra centrodestra e centrosinistra, tra chi sa come funziona un Comune, ha guidato la città durante una pandemia e stanziato milioni extra per aiutare le famiglie in difficoltà con le bollette, e chi non è mai entrato in un Consiglio comunale e non sa nemmeno, comprensibilmente, cosa sia una delibera di giunta». Sboarina descrive così la sfida fra sé stesso e il candidato della coalizione Rete!. Fino alla vigilia del voto, il sindaco uscente in campagna elettorale si era occupato soprattutto di differenziarsi da Flavio Tosi, sfidante interno al centrodestra. Passato il primo turno, ora si rivolge al candidato più votato.

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Mentre Tommasi ha sempre voluto mostrarsi distaccato rispetto agli stessi partiti che lo sostengono, Sboarina lo accusa di scarsa indipendenza dagli stessi: «Tommasi, teleguidato dai parlamentari del Pd e da ciò che rimane del Movimento 5 Stelle, da una sinistra ideologica al cui interno c’è tutto e il contrario di tutto, si scaglia contro Verona e l’amministrazione. Gli hanno fatto perfino dire che disprezza l’identità veronese e la considera causa della mancata crescita della città: ma si può affermare una cosa del genere?».

La lista del Partito Democratico è stata la seconda in assoluto, con 13.429 voti (13,07%), dietro alla lista Damiano Tommasi Sindaco con 16.400 (15,96%). All’interno di quest’ultima, i candidati del Movimento Cinque Stelle erano Giuseppe Rea, settimo con 134 preferenze, e Francesco Carcangiu, più indietro con 84.

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«Tommasi parla di una città “senza visione”, ma non argomenta, recita sempre il personalissimo mantra “ascolto e dialogo”, frasi fatte prive di contenuto. La nostra visione è quella di una città in cui dopo 40 anni sono ripartite le grandi opere, una città prima in Veneto per offerte di lavoro e quinta in Italia. Una città in cui abbiamo fatto ripartire turismo, Fiera, aeroporto, una delle città più sicure d’Italia stando agli indicatori del ministero dell’Interno».

Sboarina lancia un appello agli elettori di centrodestra: «Chiamo a raccolta tutto l’elettorato di centrodestra, la Verona che produce ricchezza e lavoro: è una sfida che riguarda tutti. Tommasi è una brava persona, ma è pericoloso perché è il prestanome dell’armamentario ideologico della sinistra. È stato chiaro a tutti il suo imbarazzo quando a Verona sono arrivati i leader della sua coalizione: ha disertato le conferenze stampa per poi incontrarli in privato».

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Ballottaggio Damiano Tommasi Federico Sboarina

«Tommasi prende in giro i cittadini volendo fargli credere di essere civico» dichiara Sboarina, presentatosi come civico sostenuto dai partiti di centrodestra nel 2017, salvo poi aderire ufficialmente a Fratelli d’Italia un anno fa. «Se la sinistra lo imbarazza vuol dire che è evidente anche a lui cosa significhi la sinistra per questa città, e d’altronde i veronesi l’hanno provato sulla loro pelle tra il 2002 e il 2007 durante la buia epoca Zanotto, unico sindaco di sinistra nella storia di Verona».

Conclude Sboarina: «Che idea ha Tommasi sulle tasse, sui lavori già partiti e che partiranno? Che idea ha della famiglia, della lotta alla droga dato che all’interno della sua coalizione c’è anche chi vuole legalizzarla, della rigenerazione urbana, dell’Alta Velocità, delle infrastrutture? Tommasi vuol far diventare Verona una capitale transgender? No grazie, Damiano».

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