La carbonara di Giazza è stata, anche quest’anno, uno spettacolo

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(foto tratta da Facebook Carbonari di Giazza-Koular ‘un Ljetzan)

Ai Téldari di Giazza l‘antica arte di “far carbon” ha riempito di stupore gli occhi di tantissimi curiosi fino a ieri, quando il carbone è stato estratto.

Niente meno che la numero 39. Una tradizione quella della Carbonara che da oltre 30 anni viene mantenuta con passione indomita da Nello Boschi e dal figlio Giorgio, ai Téldari di Giazza. Un tipo di attività di ascendenza cimbra che era praticata da numerose famiglie della Val d’Illasi ed è rimasta una prassi fino agli anni ’70. Oggi il fascino di un mestiere un tempo necessario e quotidiano rivive grazie alla famiglia Boschi. Il 5 maggio scorso sono stati, infatti, accesi circa 50 quintali di legna verde (faggio, carpino, frassino ecc…), accatastati secondo un preciso metodo. Poi per tre giorni e tre notti,  sotto la sguardo attento dei “carbonari”, si è concretizzato il processo  di carbonizzazione. Il 9 maggio è stato il grande momento dell’estrazione della legna trasformata in carbone. I 10 quintali ricavati dalla combustione lenta saranno poi utilizzati per le specialità della casa. Quest’anno c’era anche una sorpresa: l’arrivo da Bondone di Trento del sindaco Gianni Cimarolli e l’intera giunta e pure i i carbonai Dario e Mansueto Scalmazzi. Il paese, al confine con la provincia di Brescia, ha la nomea di essere una delle culle dei carbonai (a luglio c’è pure una festa dedicata a questa figura)

 

Tutte le fasi del processo sono state riprese dalla webcam predisposta per l’occasione visibile sul sito:  www.osterialejetzan.it o su Facebook «Carbonari di Giazza-Koular ‘un Ljetzan».