Italiani in Venezuela, Borchia: «Servono risposte certe in tempi rapidi»

Prosegue la situazione degli italiani bloccati in Venezuela da mesi, e a riguardo è intervenuto Paolo Borchia, coordinatore di Lega nel Mondo, con una lettera scritta al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, esortandolo ad attuare il Meccanismo di protezione civile europea, il fondo finanziario europeo per la gestione urgente delle emergenze.

La situazione dei rientri in Italia dall’estero ha causato molti dibattiti tra le forze politiche italiane, a partire dai tamponi obbligatori a chi rientra da Croazia, Grecia, Malta e Spagna fino ai connazionali bloccati da mesi in alcuni Paesi, in particolar modo quelli dell’America Latina, la cui situazione sociale ed economica è in grave difficoltà, mettendo a rischio la sicurezza dei molti stranieri sul territorio.

«Spazio aereo chiuso ma mentre altri governi stanno negoziando deroghe con Maduro, quello italiano aspetta e dipende dagli altri». Paolo Borchia, coordinatore di Lega nel Mondo ha scritto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per conoscere proprio le azioni che il governo intende intraprendere per riportare a casa i connazionali rimasti bloccati in Venezuela.

«Servono risposte certe e in tempi rapidi, il deterioramento della situazione nel Paese non conosce soste, la sicurezza di molti connazionali non può aspettare oltre, anche perché nel recente passato sui rimpatri abbiamo assistito a ritardi colpevoli, pagati a caro prezzo. Ho chiesto nuovamente al ministro Di Maio di valutare con più attenzione la possibilità di ricorrere al Meccanismo di protezione civile europea – spiega Borchia – il cui utilizzo è stato promesso in televisione ma non attuato, tranne che per un volo dall’Uruguay ad inizio giugno. Dall’inizio della pandemia, solo due voli contro i 183 della Germania. Cifre che parlano da sole».

Sul sito della Farnesina, aggiornate a ieri, ci sono tutte le informazioni riguardanti i Paesi e le rispettive limitazioni su ingressi e uscite dal territorio.