Italia, Francia, ma anche Africa: le origini dei Papi nella storia
Redazione
Quando si pensa al papato, è naturale immaginare Roma, la Basilica di San Pietro e la figura solenne del Pontefice che si affaccia dal balcone vaticano. Ma dietro ogni Papa c’è una storia che comincia molto lontano, spesso in Paesi che hanno inciso profondamente nella storia della Chiesa. Anche se per secoli l’Italia ha quasi monopolizzato il soglio pontificio, la mappa del papato, letta nel tempo, racconta una geografia sorprendentemente variegata.
L’Italia ha dato i natali a ben 217 papi su 266. Questa egemonia è legata alla stretta connessione storica tra il papato, Roma e la penisola italiana. Dal 1500 fino al 1978, tutti i papi furono italiani, eccezion fatta per il periodo avignonese (1309-1377), durante il quale la sede papale fu trasferita in Francia. L’ultimo papa italiano è stato Giovanni Paolo I, eletto nel 1978 e deceduto dopo appena 33 giorni di pontificato.
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La Francia segue come seconda Nazione per numero di papi, con 15 eletti. Il periodo di maggiore influenza francese è stato proprio quello avignonese. Nei primi secoli del cristianesimo, anche regioni dell’area orientale hanno dato importanti contributi: la Siria ha visto salire al soglio pontificio sei papi, tra cui Aniceto e Gregorio III, mentre la Grecia ne ha contati cinque.
Anche l’Africa, durante l’Impero Romano, ha avuto la sua rappresentanza con tre papi: Vittore I, Milziade e Gelasio I, originari delle attuali Tunisia e Libia. La Spagna ha avuto due papi certi, Callisto III e Alessandro VI, entrambi della famiglia Borgia e originari di Valencia. Altri due casi, come quello di Damaso I e di Benedetto XIII, sono oggetto di discussione tra gli studiosi.
Nel 1978, con l’elezione di Karol Wojtyła, Giovanni Paolo II, la Polonia è entrata nella storia del papato: è stato il primo papa polacco e il primo non italiano dopo secoli. Il suo pontificato è durato dal 1978 al 2005 ed è considerato uno dei più significativi del Novecento.
Nel 2005 è stato eletto papa Benedetto XVI, nome assunto da Joseph Ratzinger, primo papa tedesco dopo molto tempo. Il suo pontificato si è distinto per il rigore teologico e per la storica rinuncia al pontificato, avvenuta nel 2013.

Infine, con l’elezione di papa Francesco nel 2013, Jorge Mario Bergoglio ha segnato una svolta epocale: è stato il primo pontefice proveniente dall’America Latina e il primo gesuita a guidare la Chiesa cattolica. La sua elezione ha rappresentato un segnale chiaro di apertura verso le periferie del mondo cattolico.

Altri Paesi hanno avuto una presenza minore ma significativa nella storia del papato. Il Portogallo ha avuto un papa, così come l’Inghilterra e l’Olanda. Anche la Dalmazia, oggi Croazia, ha contribuito con due papi. Questa varietà geografica, seppur limitata rispetto alla centralità italiana, testimonia l’universalità della Chiesa cattolica, capace di accogliere espressioni di fede da ogni parte del mondo.
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