Istituto Assistenza Anziani Verona: i conti fanno discutere
Rilievi della Regione Veneto sui conti dell’Istituto Assistenza Anziani
Si discute sul bilancio dell’Ipab Istituto Assistenza Anziani di Verona, dopo i rilievi della Regione Veneto sul bilancio consuntivo 2022 dell’ente «a fronte della grave perdita d’esercizio». Nella lettera inviata il 14 novembre si indica una «situazione economico finanziaria negativa dell’Ente» e «si rilevano i presupposti per l’avvio del procedimento di vigilanza e controllo».
Il dirigente dell’area Sanità e Sociale della Regione chiede quindi all’Istituto di predisporre un «analitico Piano di risanamento risolutivo, riferito alla gestione corrente e allo stato patrimoniale, con i relativi tempi di attuazione, idoneo a ripristinare, quantomeno in pareggio, la gestione economico finanziaria dell’Ente».
La Regione chiede inoltre chiarimenti sull’istituzione di una nuova qualifica dirigenziale e per un accordo conciliativo con alcune sigle sindacali che ha portato a una spesa di circa 465mila euro.
LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

Le repliche e le accuse dell’ente
Il presidente del Cda dell’Istituto Assistenza Anziani Verona, Franco Balbi, replica: «La richiesta non ci coglie impreparati poiché da tempo stiamo lavorando per far fronte alle difficolta economiche che la precedente gestione ci ha lasciato in eredità».
Il nuovo Cda, selezionato per tre quinti dall’amministrazione Tommasi, è in carica dall’ottobre 2022. «Al momento del nostro insediamento – continua Balbi –, ci siamo immediatamente resi conto della difficile situazione economica dell’Istituto e abbiamo iniziato a lavorare per far fronte ai tanti problemi irrisolti dal precedente Consiglio di Amministrazione».
Il presidente elenca le attività messe in atto: «Da quel momento e nel corso del 2023 abbiamo: riaperto numerosi reparti, arrivando negli ultimi mesi ad ospitare mediamente 480 persone non autosufficienti (a fronte dei 430 di ottobre 2022), oltre ai 24 autosufficienti; accelerato la procedura per l’apertura di un Hospice di 14 posti che contiamo di avviare nei primi mesi del 2024; conciliato le cause che si trascinavano dal 2019 con circa 250 dipendenti ed ex dipendenti utilizzando una parte dei fondi accantonati a bilancio; ripreso normali relazioni sindacali con le rappresentanze dei lavoratori; avviato una revisione dell’organizzazione del lavoro di tutto l’Istituto per razionalizzare la struttura eliminando sovrapposizioni e riducendo in costi, affidato ad una società specializzata la diagnosi energetica dei nostri immobili (che si sta concludendo in questi giorni) per poter programmare interventi di risparmio energetico; concluso la prima fase di progettazione per l’ampliamento e la ristrutturazione del Centro Leo Cirla di Marzana; collaboriamo ad un progetto del PNRR di cohousing unitamente al comune di San Giovanni Lupatoto, a quello di Verona ed Agec».

Balbi accusa Regione e Ulss per la mancanza di fondi: «A fronte dell’impegno del CdA e di tutti i lavoratori dell’Istituto, l’ULSS 9 Scaligera ha drasticamente ridotto le impegnative di residenzialità (vale a dire il contributo versato alle RSA per l’assistenza agli ospiti non autosufficienti). E ciò per un motivo banale: il mancato incremento del fondo messo a disposizione della Regione Veneto per la non autosufficienza, nonostante l’aumento esponenziale della domanda da parte dei cittadini».
«Da mesi Roberto Volpe (presidente di URIPA – l’associazione veneta delle RSA) chiede, inascoltato, l’aumento del fondo regionale. Per quanto ci riguarda, a fronte di un significativo aumento degli ospiti non autosufficienti rispetto all’anno scorso, nel 2023 l’ULSS 9 non ha proporzionalmente incrementato il contributo versato al nostro Istituto!» continua Balbi. Che conclude: «Questo ci impedirà di chiudere il 2023 in pareggio di bilancio, anche se il disavanzo sarà considerevolmente ridotto rispetto al 2022. Certo, se i contributi regionali fossero in linea con i bisogni dei cittadini e conseguentemente con il numero degli ospiti accolti da noi, il risanamento dei conti dell’istituto sarebbe molto più vicino!».
LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri
Il Cda dell’ente
Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto è costituito da 5 membri: 4 nominati dal Comune di Verona e 1 nominato dalla Provincia di Verona. Fra i 4 del Comune di Verona, Franco Balbi, Erica Dal Degan ed Elena Tobaldo sono nominati dalla maggioranza, Anna Leso in rappresentanza della minoranza. Per la Provincia invece Luca Mascanzoni. Sono in carica per il quinquennio 2022-2027.
Lo scontro politico
I rilievi della Regione hanno acceso un dibattito anche politico intorno ai conti dell’ente. Flavio Tosi, deputato di Forza Italia, ha dichiarato: «Siccome è il Comune che controlla il Cda, chiedo al Sindaco Tommasi di intervenire con urgenza con i vertici dell’Ente per contribuire al risanamento. Ne va della tutela dei dipendenti, dei fornitori e degli stessi ospiti-pazienti e delle loro famiglie».
Secondo l’ex sindaco di Verona, «la difficile situazione in cui versa l’Istituto Assistenza Anziani ha ricadute negative su ampi settori del territorio, date le dimensioni dell’ente, dai lavoratori e dalle famiglie degli ospiti alle imprese fornitrici. Un paio di anni fa abbiamo assistito all’aumento delle rette e ad alcuni dipendenti che hanno lasciato. Le criticità, insomma, ci sono da un po’ di tempo, ma l’amministrazione Tommasi ora ha il dovere di porvi rimedio con tempestività, anche perché è la stessa Regione a chiedere in tempi rapidi il piano di risanamento».

A Tosi replica il Pd di Verona, con una nota firmata dal segretario provinciale Franco Bonfante, dalla segretaria cittadina Alessia Rotta e dalla consigliera regionale Anna Maria Bigon: «Tosi vuole mettere in discussione l’accordo conciliativo che dopo anni di scontri durissimi e di clima plumbeo ha consentito all’Istituto assistenza Anziani di tornare in carreggiata, con soddisfazione dei dipendenti e relazioni sindacali di nuovo nella norma? Parli chiaro perché quello, il mettere le mani nelle tasche dei lavoratori, è il vero punto di caduta di tutto il suo ragionamento».
«Per innescare una nuova guerra di potere all’interno del centrodestra, che ha governato fino all’anno scorso l’ente, e che tutti sanno essere l’unico e vero responsabile delle attuali difficoltà finanziarie dell’ente, Tosi rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca. La tempistica con la quale ha lanciato il suo grido di allarme è sospetta. Allo stesso modo fa pensare che alla base dell’atto di vigilanza da parte della Regione, peraltro tardivo in quanto la situazione ha già raggiunto il suo acme nella passata amministrazione e ora si sta faticosamente risolvendo, ci sia una segnalazione proveniente dall’interno» è l’accusa del Partito Democratico.
LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Botta e risposta fra Verona Domani e Balbi: «Incomprensibile e inveritiero quanto affermato da Verona Domani»
In una nota il movimento civico Verona Domani dichiarava: «Il nostro rappresentante all’interno del Cda dell’Istituto, in quota minoranza-centrodestra, da tempo aveva sollevato dubbi e preoccupazioni per le scelte del Consiglio, ritenute assolutamente inopportune e non consone alla buona governance, sia dal punto di vista economico, che strategico e funzionale dell’ente, votando ovviamente contro l’approvazione del bilancio 2022 [punto non vero, ha replicato Balbi, ndr]. Scelte, compiute dal presidente e dai componenti del Cda della maggioranza, nominati dall’amministrazione comunale, che hanno generato gravi perdite, certificando una situazione economica-finanziaria fortemente negativa ed in passivo».
La nota di Verona Domani specifica che il bilancio «era stato ovviamente bocciato dal nostro consigliere, che aveva denunciato alcune scelte del Cda assolutamente dannose per il buon andamento dell’Istituto».
Sulla bocciatura, Balbi replica che ciò non corrisponde a realtà. La rappresentante delle minoranze del Comune di Verona nel Cda dell’Istituto è Anna Leso, nello specifico in quota al gruppo Verona Domani. Quest’ultima però, come si legge nel verbale del Consiglio di amministrazione dello scorso 22 giugno 2023, ha votato l’approvazione del bilancio 2022 all’unanimità insieme agli altri consiglieri.
La lettera della Regione
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita






