Islanda: storica sentenza UE approvate le misure anticrisi

REYKJAVIK – Vittoria schiacciante dell’Islanda, che ieri ha ottenuto giustizia per le operazioni messe in atto a salvaguardia delle banche del Paese, dopo la caduta dello stato dei ghiacci in bancarotta. Un passaggio di cui Pantheon aveva discusso già sul numero 26 (dicembre 2011)
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In fase di ripresa dalla crisi economica che la attanaglia da oramai cinque anni, il popolo islandese ha ottenuto ieri un’importante vittoria legale che le consentirà di non dover risarcire Olanda e Regno Unito dei prestiti consentiti.

La corte dell’EFTA (Area Europea di Libero Scambio cui fa parte anche Reykyavik, ndr) ha deciso che lasciando fallire le sue banche, non ha commesso nessuna violazione delle norme europee in merito alla garanzia sui depositi e di consegueza non deve dare "spiegazioni" a nessuno degli Stati che prontamente è intervenuto.

Spieghiamo meglio. Per salvaguardare i correntisti islandesi, lo Stato non ha infatti avuto lo stesso trattamento per i finanziatori olandesi e britannici che avevano grossi capitali investiti nella banca Icesave. Questo per proteggere la popolazione locale, a scapito degli investitori stranieri.

Questa storica sentenza apre ora squarci importanti nelle politiche finanziarie dei vari Paesi del mondo.
Ribellandosi, l’Islanda è riuscita non solo a convincere il Governo a non far pagare ai contribuenti le tasse per gli errori di gestione delle banche, ma ora ha anche ottenuto la legalità della propria manovra, legittimando un comportamento che in Italia potrebbe essere indicato come federalista, perchè orientato alla salvaguardia dei capitali locali e territoriali.

«È chiaro che questa sentenza rafforzerà la ricostruzione economica in Islanda» ha commentato soddisfatta Jóhanna Sigurdardóttir, Primo ministro islandese. «Può anche essere che le agenzie di rating ora modifichino la valutazione sul Paese. E ci sarà un impatto positivo sui controlli di capitale, insomma una decisione positiva in tutti i sensi».

La redazione