Irap in Veneto, è scontro aperto in Regione

È un botta e risposta che accende la politica veneta in questo caldo agosto. Il campo di battaglia è l'aumento dell'Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) che la Regione Veneto sta studiando, in particolare per coprire i costi maggiorati della Pedemontana. Protagonista degli attacchi alla giunta Zaia è l'europarlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia…

È un botta e risposta che accende la politica veneta in questo caldo agosto. Il campo di battaglia è l’aumento dell’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) che la Regione Veneto sta studiando, in particolare per coprire i costi maggiorati della Pedemontana. Protagonista degli attacchi alla giunta Zaia è l’europarlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia Flavio Tosi. Che lo scontro apra una finestra sulla campagna elettorale per il 2025 pare evidente.

Già ieri Tosi ha attaccato la Regione Veneto perché a suo dire «genera buchi di bilancio con la Pedemontana per aver firmato un contratto capestro con il consorzio Sis, ora vuole che quel buco lo paghino le nostre imprese». L’ex sindaco di Verona ha anche criticato le tempistiche, affermando che approvare una manovra del genere a ridosso di Ferragosto è un segnale di poca trasparenza.

Elisa De Berti, vicepresidente della Giunta Regionale del Veneto e assessora alle Infrastrutture e ai Trasporti, sottolinea che «Tosi, quando era assessore regionale nel 2006, ha approvato il progetto della Pedemontana, ora criticato da lui stesso». E aggiunge: «Abbiamo dovuto rifare il contratto perché l’opera era praticamente a un punto fermo e sarebbe diventata la grande incompiuta del Veneto».

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La replica di Tosi: «Da De Berti una supercazzola»

«Innanzitutto De Berti mente sapendo di mentire quando dice che io ho votato il contratto firmato da Zaia con il concessionario Sis. Nel 2017 il sottoscritto non era in Regione e nemmeno più in Lega. Per il resto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. La replica della vicepresidente De Berti è una supercazzola. La Regione aumenta l’Irap per far fronte alla Pedemontana, è un fatto, inutile girarci intorno con arrampicate sugli specchi. Cercare di mischiare le carte e confondere l’opinione pubblica parlando di conto capitale anziché componente corrente del bilancio è penoso, i soldi poi fanno il giro per coprire quel buco lì. Gli imprenditori lo sanno benissimo, non hanno l’anello al naso e non è bello che la numero due del governo della Regione li tratti con questa noncuranza».

«Ed è sforzo vano – continua Tosi – che la De Berti la butti in caciara ricordando che il sottoscritto in passato è stato a favore della Pedemontana e che è stata soprattutto Forza Italia a volerla. Rivendico tutt’oggi quella scelta, così come la rivendica Forza Italia. Siamo favorevoli all’opera, il punto in discussione evidentemente non è questo e nelle nostre dichiarazioni di ieri lo si è detto con chiarezza e testualmente: noi non critichiamo la Pedemontana in sé, anzi, ma il contratto capestro firmato da Zaia in persona con il Consorzio Sis il 30 maggio del 2017. Contratto che, ripeto, a differenza di quanto sostiene, mentendo, la De Berti, io non ho mai votato. È quell’accordo il peccato originale che genera voragini annuali nel bilancio regionale».

Flavio Tosi Forza Italia forza nord
Flavio Tosi

Quel contratto, sottolinea Tosi, prevede che la Regione paghi un canone a Sis e in cambio incassi i pedaggi. Il punto, dice l’ex assessore regionale e oggi europarlamentare, «è che ci si è impiccati con Sis fino al 2059 firmando condizioni sfavorevoli, e poi si è peggiorata la situazione pensando di rimediare imponendo tariffe dei pedaggi molto care. Risultato? La Pedemontana ha pochissimo traffico e per forza di cose la Regione non rientra dalla spesa e genera buchi annuali nel suo bilancio».

Dunque, chiosa Tosi, «sarebbe più opportuno che la De Berti, anziché fare polemiche inutili, spiegasse questo alle imprese, che si vedranno aumentare l’Irap». E sarebbe anche interessante, conclude Tosi, «indagare su uno strano fenomeno: quello della Lega di Zaia che predica l’autonomia e, dove già ce l’ha, la utilizza per alzare le tasse. È questa l’autonomia cara agli zaiani? Credo che anche gli amici leghisti se lo stiano chiedendo».

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De Berti e Calzavara contrattaccano

La vicepresidente della Giunta regionale del Veneto, Elisa De Berti replica di nuovo, su quello che Tosi ha definito “contratto capestro”: «Voglio ricordare queste parole: ‘L’esito delle analisi e degli approfondimenti svolti nel controllo del 2020 rende alquanto manifesto che il pregresso assetto negoziale, definito con la convenzione del 2009 e l’atto aggiuntivo del 2013, ha generato una situazione di grave stallo nell’esecuzione dei lavori, da imputare principalmente alla difficoltà del concessionario di reperimento dei finanziamenti mediante l’accesso al credito bancario. Inoltre, il medesimo assetto negoziale esponeva la Regione a un potenziale ingente esborso patrimoniale in favore del concessionario, discendente dal meccanismo di riequilibrio economico-finanziario fissato nei patti contrattuali’. Non sono certo concetti miei; sono le parole della Corte dei Conti, riportante nella Relazione Sezione Regionale di Controllo del dicembre 2020. Documento che aggiunge: ‘Con la stipulazione nel 2017 del TAC, la Regione ha rideterminato l’assetto negoziale ricorrendo all’aumento del contributo pubblico, il quale ha consentito di conseguire effetti di rilevanza positiva, consistenti – in primo luogo – nell’accelerazione dei tempi di esecuzione dei lavori, i quali sono progrediti in percentuali significative rispetto all’anteriore situazione di stallo’».

Elisa De Berti - Regione Veneto
Elisa De Berti

Aggiunge De Berti: «Per essere chiari, prima della Giunta Zaia c’era un contratto che impegnava la Regione a una spesa vicina ai 22 miliardi in 39 anni, per la realizzazione, la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura. Contratto approvato anche da Tosi, con delibera n° 2533/06. Poi quest’attuale Giunta Regionale, nel 2017, si è seduta ad un tavolo di trattativa e siamo riusciti a far scendere il costo totale della Pedemontana a 12 miliardi. Operazione sulla quale si è espressa favorevolmente proprio la Corte dei Conti, sottolineando la virtuosità del risultato. È chiaro a tutti, tranne evidentemente a Flavio Tosi, che spero non arrivi a mettere in discussione anche quanto dichiarato dalla magistratura contabile, che non si tratta certo di un contratto ‘capestro’, come l’ha definito. Rispetto al precedente ha permesso un risparmio di 9 miliardi di euro, su quasi 22».

«Ho fatto del mio mandato pubblico una missione di trasparenza nei confronti dei cittadini – conclude la vicepresidente De Berti -. Mai mi sono lasciata coinvolgere nella polemica politica ma davanti alla menzogna la mia morale mi ha imposto di intervenire. Se ancora Tosi volesse affrontare l’argomento non mancherò di ricostruire insieme a lui ogni fase giuridica e amministrativa che ha riguardato l’infrastruttura. Con rigore documentale».

L’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione, Francesco Calzavara, ha illustrato l’ipotesi allo studio della Giunta che riguarda l’introduzione dell’addizionale IRAP nel bilancio di previsione 2025-2027.

«Per il quindicesimo anno consecutivo presenteremo un bilancio di previsione 2025-2027 senza maggiorazione all’addizionale IRPEF di base, confermando la linea tracciata dal presidente Zaia. Quindi, non varia la pressione fiscale sui cittadini. È allo studio, comunque l’introduzione di una maggiorazione dell’IRAP, imposta che si applica solamente alle attività produttive. Una manovra che si traduce in circa 50 milioni di euro e che andrà a coprire una serie di priorità che sono emerse in quest’ultimo anno e necessitano di essere finanziate. Ricordo che rispetto ad altre regioni come Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Lazio, il Veneto ha una entrata tributaria significativamente più bassa, quantificata in 34 milioni di euro, con un valore medio pro capite di soli 7 euro. Questi dati confermano, ancora una volta, che la nostra regione applica una ridotta pressione fiscale e ha fatto risparmiare ai veneti 17 miliardi durante la legislatura del presidente Zaia».

L’IRAP si calcola sottraendo dal fatturato diverse voci di costo, le principali riguardanti materie prime e merci, ammortamenti, costo del personale a tempo indeterminato. A questa quota va applicata una aliquota standard fissa nazionale del 3,90%. Ogni regione ha, inoltre, la facoltà di aggiungere una maggiorazione massima dello 0,92%.

Il valore massimo che intende applicare il Veneto sarà dello 0,50%, mantenendo comunque ferme le agevolazioni di aliquota già previste dalla normativa regionale a favore di imprese giovanili, femminili e cooperative sociali. Inoltre, che per il settore pubblico l’aliquota di base è pari all’8,50% e che la Regione Veneto ha ridotto tale aliquota al 3,90% per le IPAB.

Francesco Calzavara - Regione Veneto
Francesco Calzavara

«Su un totale di 184.249 aziende venete sulle quali è emersa l’ipotesi di applicazione della quota extra di IRAP, per circa l’80 per cento di esse la maggiorazione dell’aliquota sarà dello 0,10%, mentre per le restanti sarà dello 0,50%. Quindi, si passerà da una media di 14 euro in più all’anno di imposta IRAP per un bar, per arrivare a un massimo di 16mila euro se consideriamo il comparto farmaceutico, che è caratterizzato da pochi soggetti di grandi dimensioni – specifica Calzavara -. La maggior imposta che sarà pagata dalla singola azienda dipenderà essenzialmente dalla dimensione della base imponibile: pertanto per alcuni comparti il dato medio risulta poco significativo data l’eterogeneità dei soggetti in termini dimensionali».

«Tra le partite più importanti che saranno finanziate con il gettito dell’IRAP tributaria, ricordo il contributo alla finanza pubblica, il costo in capo alle regioni per le elezioni del 2025 e gli Ater. Inoltre, questa entrata genererà anche cassa per opere pubbliche strategiche e impianti sportivi del Veneto» conclude Calzavara.

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Critiche anche le opposizioni

Così la capogruppo del Partito Democratico Veneto, Vanessa Camani: «Per anni ha tacciato di disfattismo e di tradimento della causa veneta chiunque avanzasse dubbi o perplessità sulla realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta. E oggi che i nodi vengono al pettine; che l’investimento che avrebbe dovuto coronare i suoi 15 anni al vertice della Regione si rivela essere un macigno di debito sul futuro della Regione e dunque dei cittadini i veneti, Zaia si avventura in una penosissima marcia indietro, parlando di ‘opera ereditata’, di governi che avrebbero remato contro, arrivando perfino a negare che l’annunciato aumento dell’Irap non sia legato al buco di bilancio atteso per la Pedemontana. Così non va. Chiediamo al presidente Zaia un sussulto di dignità: basta bugie; Zaia chieda scusa ai cittadini veneti che ha preso in giro e continua a prendere in giro».

Vanessa Camani, consigliera regionale Partito Democratico
Vanessa Camani, consigliera regionale capogruppo del Partito Democratico

«Nel 2017 il presidente Zaia, ribaltando completamente la logica delle opere autostradali, ha posto a carico della Regione, che oggi incassa i pedaggi, l’intero rischio di impresa assicurando al concessionario un introito fisso che allo stato attuale costa 160 milioni alle casse regionali. Di qui la necessità di nuove tasse – precisa Camani – oltre al danno la beffa: nel 2023 la Regione ha accantonato 45 milioni di euro dal momento che il concessionario è deciso a far valere la rivalutazione Istat sulle somme pattuite nell’anno 2020. Di questa disfatta amministrativa c’è un unico responsabile, che fino ad ieri gridava alla vittoria, e oggi cerca di far credere che lui non c’era o, se c’era, dormiva», conclude Camani.

Elena Ostanel, consigliera regionale di Il Veneto che Vogliamo: «Sulla manovra IRAP che la Giunta regionale sta elaborando, hanno ragione le Categorie che chiedono di evitare un aumento generalizzato e di essere coinvolte. Noi lo proponevamo un anno fa in Aula, durante l’approvazione del bilancio: l’assessore regionale Calzavara ha avuto un anno di tempo per strutturare la riforma insieme alle Categorie, invece di proporre una modifica dell’ultimo minuto».

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