Insulti ai giornalisti, l’Ordine del Veneto risponde con un flashmob

Dopo le parole del vicepremier Luigi Di Maio e di Alessandro Di Battista rivolte ai giornalisti dopo l’assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi, l’Ordine dei giornalisti del Veneto risponde con un flashmob di protesta per lanciare un appello: “Giù le mani dall’informazione”.

“Infimi sciacalli, puttane, pennivendoli, cani da riporto di Mafia Capitale”, queste le parole proferite da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che hanno scatenato una tempesta a livello mediatico. Diversi i nomi celebri del mondo dell’informazione che si sono espressi a riguardo a colpi di “Tweet”e Post tra cui Vittorio Feltri, Enrico Mentana e Corrado Formigli. Oggi però le risposte sono uscite dal web con manifestazioni di dissenso e protesta.

#giulemanidallinformazione: basta attacchi e offese volgari ai giornalisti. Questo il manifesto dell’Ordine dei giornalisti del Veneto che ieri sera ha annunciato la sua risposta pubblica.

Gli insulti e le minacce di Luigi Di Maio e di Alessandro Di Battista non sono soltanto l’assalto a una categoria di professionisti ma rappresentano il tentativo di scardinare l’articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia italiana.

Oggi dalle 12.00 alle 13.00, su iniziativa del Sindacato e dell’Ordine giornalisti del Veneto, in piazzale Roma sullo spazio di fronte alla sede del Tribunale a Venezia, si terrà un flashmob aperto a cittadini e associazioni che considerano l’informazione un bene essenziale per la democrazia. L’iniziativa è proposta dalla Fnsi con l’adesione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e che si terrà in contemporanea nelle piazze dei capoluoghi di regione.

Una manifestazione per dire no ad aggressioni triviali e inaccettabili contro l’informazione e i giornalisti, per respingere le azioni mirate a screditare una categoria di professionisti con lo scopo di disorientare l’opinione pubblica e aprire la strada alla disinformazione di massa, alla fake news, al linguaggio d’odio.

A difesa della categoria di professionisti, sul tema della libertà di stampa, si è espresso anche il presidente della Camera Roberto Fico: “C’è la Costituzione, la libertà di stampa è tutelata e sarà tutelata fino alla fine, ma negli ultimi trenta anni è mancata una cultura generale dell’indipendenza ed è un tema che va affrontato perché la stampa influenza la politica e i politici influenzano i giornalisti. Abbiamo bisogno come Paese di uscire fuori dallo scontro costante da parte di tutti- conclude – Bisogna riuscire ad avere un altro tipo di dialogo, e questo vale per tutti gli attori coinvolti”. Concorde anche la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati secondo la quale “il giornalismo parlamentare ha rappresentato nella nostra storia nazionale un pilastro della democrazia liberale“.