Inquinamento, giovedì l’incontro tra Provincia e sindaci del Garda

Il tema trattato ha riguardato il divieto degli abbruciamenti, ossia la combustione dei residui vegetali. Diversi Comuni hanno espresso la difficoltà di imporre l’obbligo poiché i terreni scoscesi rendono difficile la soluzione alternativa.

qualità dell'aria

Si è tenuto giovedì 28 ottobre, in videoconferenza, l’incontro sulle attività di contenimento delle Pm10 tra il Consigliere provinciale con delega all’Ambiente, Sergio Falzi, e i sindaci di Torri del Benaco, Stefano Nicotra; Caprino Veronese, Paola Arduini; Bardolino, Lauro Sabaini; Brenzone, Davide Benedetti e, per Malcesine, il Consigliere Marcello Chincarini.

Dopo il saluto del Presidente Manuel Scalzotto, il tema trattato ha riguardato il divieto degli abbruciamenti, ovvero la combustione dei residui vegetali, previsto dal piano regionale per il risanamento dell’aria e dall’accordo di Bacino Padano, stipulato tra Ministero e le Regioni Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte per far fronte alla procedura di infrazione europea avviata per l’inquinamento nella pianura del nord Italia.

Diversi Comuni, soprattutto del lago, hanno espresso la difficoltà di imporre l’obbligo ai propri cittadini e alle aziende agricole poiché i terreni scoscesi rendono difficile la soluzione alternativa, ovvero la raccolta dei residui vegetali dopo le potature, in particolare degli ulivi. 

Sul tema la Provincia si era già mossa a partire da questa estate, su proposta di alcuni amministratori, cercando nelle normative attuali possibili indicazioni per prevedere la deroga.

«In attesa di una risposta dalla Regione, con il Servizio Ambiente della Provincia – ha spiegato il Consigliere Falzi – stiamo provando a individuare norme e precedenti che permettano gli abbruciamenti in alcuni casi specifici, ad esempio per pendenze elevate, distanze degli appezzamenti dalla strada, pericolo di autocombustione e aspetti fitosanitari. Altrimenti, senza solide motivazioni giuridiche e azioni compensative efficaci per il contenimento delle Pm10, le deroghe risulterebbero non legittime e la Provincia sarebbe costretta, come indica  l’accordo di Bacino Padano, a rivedere le ordinanze dei sindaci non corrette o incomplete».

I Palazzi Scaligeri stanno, inoltre, predisponendo un fondo per l’acquisto, da parte dei Comuni, di cippatrici compatte, macchine in grado di ridurre in scaglie il legname ovviando così alla necessità degli abbruciamenti.  

«In meno di due anni, grazie all’impegno del Presidente Scalzotto, abbiamo promosso bandi per oltre 2 milioni di euro destinati ai Comuni per sostituire auto e caldaie inquinanti – ha ricordato Falzi –. Stiamo facendo la nostra parte per ridurre l’inquinamento e per mandare il messaggio che anche la pubblica amministrazione è tenuta a sforzarsi per il rispetto dell’Accordo di Bacino, che altrimenti ricadrebbe soltanto sui cittadini e sulle aziende. Siamo stati i primi a chiedere la proroga, ottenuta, per la circolazione degli Euro 4 diesel in periodo di emergenza Covid. Sosteniamo la chiusura parziale, e non totale, dei comuni dell’agglomerato urbano durante le domeniche ecologiche, proponendo di compensare tale deroga con la riduzione dei limiti di velocità. Lo facciamo per evitare il blocco dei cittadini. Ora stiamo predisponendo anche il fondo per le cippatrici per il limite degli abbruciamenti. La stragrande maggioranza dei sindaci ha compreso che con l’inquinamento atmosferico e le procedure d’infrazione europee non si scherza: se non ci si attiva come previsto dagli accordi, si affronteranno danni per cifre importanti e danni per la salute difficili da calcolare. Le scorciatoie non esistono: continuiamo insieme a cercare, invece, soluzioni per essere in regola, contenere i disagi ed evitare provvedimenti impositivi ma obbligatori».

I sindaci rimasti fino al termine della riunione, hanno espresso la volontà di coordinarsi per prevedere delle deroghe con motivazioni per quanto possibile il più omogenee al fine di consentire gli abbruciamenti, in determinate condizioni, nei propri comuni. Inoltre verrà predisposta una lettera con le richieste dei primi cittadini che la Provincia trasmetterà alla Regione.

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