Inflazione: i prezzi sono gonfiati?
L’andamento dei prezzi di beni e servizi e la nuova iniziativa “Occhio al prezzo”, sono stati presentati martedì mattina dall’assessore alla Statistica Federico Benini. Presenti il presidente della Commissione comunale Controllo Prezzi Istat Franco Bressan, per la Federazione Provinciale Coldiretti di Verona Giorgio Girardi e per CGIL Verona e Federconsumatori Maurizio Framba.
«L’iniziativa, unica nel panorama italiano – ha spiegato l’assessore Benini –, partirà da questo mese e punta ad accrescere le notizie in possesso dei cittadini su quelli che sono gli incrementi mensili dei prodotti alimentari. Un’adeguata informazione può portare, da una parte, ad un comportamento più attento del singolo consumatore, dall’altra, ad evitare alcuni comportamenti speculativi che possono essere alla base di un incremento dei prezzi che riteniamo del tutto ingiustificato e che pone Verona fra le prime dieci città più care d’Italia».
«La Commissione prezzi – ha evidenziato il presidente Bressan – ha lo scopo di presentare all’Istat l’andamento dei costi relativi alla città di Verona. Insieme ad altri 80 capoluoghi d’Italia riusciamo a determinare l’andamento dell’inflazione. La cosa interessante è che l’inflazione veronese, per tutto quest’anno, è stata sempre superiore a quella italiana, anticipando quello che dopo poco diventa anche il trend nazionale».
La top ten dei ribassi e rincari a settembre
Cosa sale
Considerando la spesa di una famiglia tipo, la classifica vede al 1° posto della top ten i Vegetali freschi o refrigerati che registrano una variazione mensile di +13%. Al 2° posto lo zucchero con +8,7%. Seguono, uova +3,8%, latte conservato +3,5%, alimenti per bambini +3,1%, pesce +3,1%, gelati +2,9%, latte scremato +2,6%, riso +2,5%, burro +2,4%.
Cosa scende
Al 1° posto nei prezzi in discesa, le patate con -5%. Al 2° posto la frutta fresca e refrigerata con -4,3%. Seguono pesce surgelato fra il -1,5% e il -1,2%, frutti di mare freschi o refrigerati -0,7%, cereali per colazione -0,6%, pesce affumicato, secco e salato -0,5%, carne bovina -0,2%.
Andamento prezzi al consumo
La crescita a settembre 2021 sullo stesso mese dell’anno precedente era del 2,7%. Ora siamo al +9,9%, con una differenza percentuale di un punto sul dato nazionale. La forbice tra locale e nazionale si è leggermente ridotta rispetto i mesi precedenti ma rimane sempre significativa e posiziona Verona tra le città più care d’Italia.
Da febbraio 2022 il capoluogo scaligero è sempre tra le prime dieci città con le percentuali più alte di rincari. Andamento confermato anche nel mese di settembre, dove Verona si è posizionata al sesto posto nella top nazionale, dietro a Catania, Bolzano-Palermo a pari merito, Ravenna-Trento sempre a pari merito, Messina e Bologna.
In tutta Italia l’aumento dei prezzi è dovuto soprattutto alle variazioni di spesa per la casa, elettricità e combustibili con una differenza tra settembre 2022 e 2021 del +32,1%, per alimentari e bevande analcoliche, del +11,7%. Per Verona, i capitoli che trainano i prezzi sono gli stessi, ma con percentuali più alte, pari al 35% per la prima voce (una differenza del 2,9% con il dato nazionale) e del 13,4 per cento per la seconda.
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