Incontro per il nuovo stadio. Ferrari: «Serve parlarne con i cittadini»

Ultimo incontro stamattina in comune per parlare e illustrare il progetto del nuovo Arena Stadium, che andrebbe a sostituire il Bentegodi. Presente oggi all’incontro, la società Nuova Arena, ideatrice del progetto, e la società costruttrice di Vincenzo Dino. Circa 27mila i posti a sedere con schienale, come previsto dalla norma, e cento milioni di euro la spesa totale tra lo stadio e le strutture extrasportive che saranno presenti al suo interno, tra cui anche un hotel. La struttura, inoltre, meno ingombrante del vecchio Bentegodi, dovrebbe essere pronta per il 2022.

Un passo importante che si trova nella lista delle “cose da fare” da diverso tempo (e per il quale il sindaco Sboarina ha assicurato valutazioni tecniche e finanziarie), ma che non trova d’accordo, per lo meno nelle modalità progettuali, tutti i consiglieri comunali. In particolare Tommaso Ferrari, consigliere di Verona CivicaTraguardi, chiede chiarezza sul progetto, «sulla pianificazione e sull’operazione. E se ne parli in commissione, una buona volta. Perché non basta ricostruire sulla superficie del vecchio impianto, ma serve una progettualità organica e complessiva. Il rischio è di un’astronave calata dall’alto senza una condivisione con cittadini e commercianti dell’area che sono i veri protagonisti. – spiega Ferrari – Per non parlare della mobilità di piazzale Olimpia e delle vie limitrofe che deve essere interamente ripensata negli spazi».

Da tenere sotto controllo sarebbe, secondo Ferrari, la viabilità del quartiere, che spesso in occasione delle partite si trova congestionato: «Il quartiere necessità di una viabilità modificata per sgravare il cuore del quartiere stadio da traffico e disagi, una soluzione per il mercato che dovrà essere spostato, un considerevole efficientamento dei servizi pubblici di collegamento dalle altre parti della città. La situazione attuale del quartiere è insostenibile durante le partite: parcheggio selvaggio, traffico e disagi legati anche ai disordini che possono avvenire tra le tifoserie. Lo stadio nuovo non basterà ad evitare che tutti questi problemi si ripropongano se non si penserà ad una modifica radicale dell’intera area che va da corso Milano alla stazione di Porta Nuova» conclude Ferrari.

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