Incidenti stradali, Altamura critica la «guerra agli autovelox»
Il consiglio comunale di Verona ieri, dopo la seduta ordinaria, ha ripreso in forma aperta, ospitando un momento di riflessione sulla Giornata Nazionale Delle Vittime Della Strada, chiesto dall’assessora alla Sicurezza, Stefania Zivelonghi, la quale ha ribadito che «la scelta di portare questa tematica all’attenzione del Consiglio comunale è proprio per il ruolo iconico che questo luogo rappresenta: qui è rappresentata la città in modo trasversale. Tema su cui dobbiamo mantenere l’attenzione estremamente alta. Per questo abbiamo invitato il comandande della Polizia Locale, e due delle associazioni più attive sul territori rispetto alle prevenzione e sensibilizzazione».
«Come assessorato, abbiamo patrocinato iniziative di sensibilizzazione, supportato la Polizia Locale nell’attività educativa nelle scuole e nel contrastare le truffe agli esami delle patenti. 4,5 incidenti al giorni e 1550 feriti l’anno. Dobbiamo essere consapevoli, abbiamo fatto campagne contro l’assunzione di alcool e droga. Anche il contrasto alla velocità su cui siamo impegnati non è per fare cassa, ma per tutelare le persone».
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Il comandante del Corpo Di Polizia Locale, Luigi Altamura, ha fatto il punto della situazione sui drammatici numeri relativi alla sicurezza stradale. «I morti da incidenti stradale – ha commentato Altamura – appaiono come morti di serie B o anche C. Gli utenti vulnerabili come motociclisti, ciclisti e pedoni sono quelli che subiscono le peggiori conseguenze. La colpa sempre maggiore è quella da distrazione per uso del cellulare, da alta velocità, da guida in stato di ebbrezza. Stiamo inoltre riscontrando che sono sempre di più le donne in stato di alterazione che si mettono al volante».
«A lunedì 18 novembre abbiamo contato 1.503 incidenti, alla stessa data nel 2023 furono 1.445. 10 sono le persone decedute, 21 quelle in prognosi riservata. 399 sinistri sono corrisposti a fuoriuscite autonomi, 200 le mancate precedenze, 121 i passaggi con il semaforo rosso, 101 conducenti alterati dall’alcool, ma anche 325 investimenti di pedoni, 509 i tamponamenti. In ben 110 incidenti sono stati coinvolti i monopattini. L’incrocio più a rischioso è quello tra viale Colombo e corso Milano, dove l’isola salva pedoni rappresenta un ostacolo per le auto che vanno a sbatterci. La strada più pericolosa è corso Milano (40 incidenti dal 1° gennaio)».
«Per effetto della guerra agli autovelox, molti conducenti pensano che non si sanzioni e così aumentano anche gli incidenti. Confidiamo nelle future restrizioni, sospensioni e ritiri della patente previste dal nuovo Codice della Strada, in corso di approvazione in Senato. Si poteva, però, fare di più, se si fossero ascoltati gli addetti ai lavori».
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In tema di sicurezza stradale è intervenuto il consigliere Paolo Rossi, specificando che «l’amministrazione precedente ha creato sportello dell’ascolto che non esisteva ma ora ha una sua sede, l’auspicio è di mantenerlo e invitiamo il sindaco a fare il più possibile per mantenerlo attivo».
Giacomo Cona, consigliere di Traguardi, ha chiosato come la strada la strada non abbia responsabilità, «Le distrazioni umane sì, – ha affermato Cona – anche il termine incidente è inadeguato, i pedoni vengono falciati. Penso che, per quanto sia impegnativo, sia però necessario sensibilizzare sull’utilizzo umano delle strade. È importante che l’amministrazione intervenga sul comportamento corretto di utilizzo della strada per garantire la sicurezza».
Federico Sboarina di Battiti per Verona, ha riflettuto «sui tanti incidenti che capitano e sono dovuti alla formazione e l’educazione stradale che sono mancate e ora sono fondamentali, dobbiamo crescere i nostri ragazzi con una consapevolezza diversa».
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