Incidente mortale sul lavoro a Stallavena, 56enne schiacciato da una lastra di marmo

Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Stallavena, frazione di Grezzana. Un operaio è stato schiacciato da una lastra di marmo in via Prealpi, all'interno dello stabilimento di una ditta di lavorazione marmi. L'incidente è avvenuto intorno alle 10 e sul posto è arrivato l'elicottero del suem 118. La vittima però purtroppo è deceduta sul…

Incidente mortale sul lavoro questa mattina a Stallavena, frazione di Grezzana. Un operaio è stato schiacciato da una lastra di marmo in via Prealpi, all’interno dello stabilimento di una ditta di lavorazione marmi.

L’incidente è avvenuto intorno alle 10 e sul posto è arrivato l’elicottero del suem 118. La vittima però purtroppo è deceduta sul posto. Presenti anche Vigili del fuoco e Carabinieri per i rilievi.

AGGIORNAMENTO. La vittima è un autista 56enne dei Paesi Bassi che doveva trasportare delle lastre di marmo in quel paese. Dopo averle caricate stava assicurando il carico quando, per cause da accertare, le lastre sono cadute e lo hanno schiacciato. Sul posto per gli accertamenti è arrivato personale dello SPISAL.

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Cgil: Verona presenta un terzo delle denunce dell’intero Veneto

«La tragedia sul lavoro di oggi, con un autista rimasto schiacciato dal carico di lastre di marmo in uno stabilimento di Stallavena a Grezzana, è l’ennesimo infortunio mortale che accade nella nostra provincia» dichiara Raffaello Fasoli per la Camera del Lavoro Cgil Verona. «Con 25 denunce di infortunio mortale al 31 ottobre 2023 su un totale di 81 nell’interno Veneto, anche per quest’anno il nostro territorio si avvia a chiudere in testa a tutte le altre province venete la tragica contabilità delle vittime sul lavoro».

«Eppure lo schiacciamento da carico è uno dei casi più frequenti di infortunio sul lavoro, è pertanto incomprensibile e inaccettabile che ancora oggi non si riesca a lavorare in piena sicurezza prevenendo questo tipo di eventualità».

«Certo, ogni infortunio ha una propria dinamica che va sempre accertata, mai identica alle altre, ma non chiamiamole più tragiche fatalità: sono buchi enormi, mortali, nell’organizzazione del lavoro, chiunque alla fine risulti essere il responsabile».

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