Inaugura a Borgo Roma il nuovo ospedale di comunità con 24 posti letto

Da luglio saranno a regime anche ulteriori 6 per un totale di 30 posti letto. Il costo dei primi 24 è stato di circa 1,5 milioni di euro per 1300 mq.

Ospedale di Comunità Borgo Roma
Inaugurazione Ospedale di Comunità Borgo Roma

Sono stati inaugurati oggi gli spazi del Policlinico di Borgo Roma dedicati all’Ospedale di Comunità, previsto dalla programmazione regionale. Dopo il recente trasferimento della UOC Medicina B e il periodo necessario per la riorganizzazione del reparto, sono ora disponibili i 24 posti letto che verranno inseriti nella rete territoriale dell’Ulss9 Scaligera.

Il nuovo Ospedale di Comunità avrà come responsabile clinico il prof. Mauro Zamboni, direttore Dipartimento Medico-Generale e primario di Geriatria B.

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Cos’è l’Ospedale di Comunità

L’Ospedale di Comunità è una struttura sanitaria che svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero in fase acuta. È rivolta a quei pazienti che hanno bisogno d’interventi sanitari a bassa intensità clinica, sono stabilizzati dal punto di vista medico e non richiedono assistenza ospedaliera, ma che, per complessità socio-assistenziali, necessitano di assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa anche notturna.

Il suo fine è quello di favorire le dimissioni protette nel luogo più idoneo per il recupero funzionale e dell’autonomia. L’attività dell’OdC è svolta in sinergia con l’ULSS 9 “Scaligera” e i relativi distretti. Il collegamento funzionale tra la l’Ospedale di Comunità, il reparto per acuti e il domicilio è mediato dalla Centrale Operativa Territoriale distrettuale, con integrazione tra ospedale e territorio. L’intervento di assistenza si risolve solitamente in un periodo limitato di tempo, indicativamente entro 30 giorni.

La principale finalità dell’OdC è, nella maggioranza dei casi, il reintegro a domicilio dei pazienti attivando, ove necessario, dimissioni protette in modo da garantire i più adeguati servizi sociali e sanitari ponendo il paziente stesso, nella sua complessità sociale e assistenziale, al centro del percorso di cura e presa in carico.

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L’Ospedale di Comunità a Borgo Roma

Ad oggi sono 24 posti letto in 12 stanze, a luglio saranno a regime anche gli ulteriori 6 per un totale di 30 posti letto. Il costo dei primi 24 è stato di circa 1,5 milioni di euro per 1300 mq.

L’Ospedale di Comunità è stato realizzato nel rispetto dei requisiti imposti dalla delibera della Giunta Regionale Veneto n° 2018 del 2014: 13 stanze di degenza a 1 o massimo 2 posti letto con bagno, 2 aree per la riabilitazione, l’adattamento e la formazione con una superficie minima di 20 mq.

Gli spazi sono dotati di impianto di rilevazione incendio, impianto chiamata infermiere, quello di diffusione sonora e un impianto di ricambio d’aria con la capacità di 3 volumi l’ora. I restanti 6 posti letto sono realizzati con i fondi PNRR per un totale di 1 milione di euro e saranno pronti a luglio. A giugno, invece, entreranno i pazienti nei primi posti letto disponibili.

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All’inaugurazione erano presenti: assessora regionale alla Sanità, Servizi Sociali, Programmazione Socio-Sanitario Regione del Veneto Manuela Lanzarin; dott. Callisto Marco Bravi direttore generale AOUI; prof. Pier Francesco Nocini Magnifico Rettore Università di Verona; dott.ssa Giovanna Ghirlanda direttore del dipartimento Direzione Medica; dott Luca Brizzi direzione medica Servizio Igiene e Prevenzione; prof. Mauro Zamboni responsabile clinico Ospedale di Comunità; dott Giuseppe Cenci direttore amministrativo ULSS 9 Scaligera, assessore Comune di Verona alla Salute, il cappellano di Borgo Roma don Valentino Sartori.

Presenti anche personale sanitario e alcuni primari delle Unità operative di Borgo Roma: coordinatrice infermieristica Odc Melissa Verdari, case manager OdC Michela Baratto e Antonella Gerra, prof. Pietro Minuz direttore Uoc Medicina generale C, prof. Domenico Girelli direttore Uoc Medicina d’urgenza, prof. Mauro Krampera direttore Uoc Ematologia, prof. David Sacerdoti direttore Usd Liver Unit, prof. Michele Tinazzi direttore USD Malattia di Parkinson e disturbi del movimento, dott Piersandro Sette Direzione medica.

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Assessore regionale alla Sanità: «L’Ospedale di Comunità è un grande lavoro di squadra per realizzare le strutture intermedie. La Regione del Veneto le aveva già programmato prima del Covid, prima del Pnrr e già investito in queste strutture. Con il Covid è maturata sempre di più la necessità di potenziare l’integrazione con il territorio, quindi oltre alle case di comunità anche gli Ospedali di Comunità sono diventati fondamentali. Dal 2016 abbiamo programmato in tutto il Veneto circa 2150 posti letto, ne abbiamo già realizzati circa 1250 apri al 60%, adesso stiamo completando il restante 40%. Nel Veronese sono previsti circa 450 posti letto, dislocati sia in strutture ospedaliere come l’ospedale di Borgo Roma, sia in strutture territoriali come le case di riposo. Sono veri e propri presidi di accompagnamento della fragilità: post intervento, dell’anziano non stabilizzato, delle fratture per le quali bisogna attrezzare anche il domicilio. Sono presidi fondamentali non solo per agevolare il turn over dei posti letto nei nostri reparti ma perché saranno luogo più appropriato per stabilizzare le persone. La figura del Case manager infermieristico è un valore aggiunto perché aiuta e accompagna il care giver e il familiare nell’assistenza domiciliare. Io non posso che essere contenta nel vedere che stanno aumentando queste strutture e saranno il perno della forte integrazione fra la parte ospedaliera e quella territoriale, fra la fase clinica e la fase successiva di assistenza».

Callisto Marco Bravi: «Grazie ai fondi e alla programmazione sanitaria della Regione inauguriamo oggi i primi 24 posti letto dell’Ospedale di Comunità della città di Verona. A regime fra un paio di mesi saranno 30, con l’aggiunta di ulteriori 6 posti letto realizzati con fondi Pnrr. In questo modo rispondiamo a un bisogno sempre più crescente del territorio per l’assistenza di persone con particolari fragilità, ma che allo stesso che non hanno bisogno di trattamenti intensivi. Questo infatti non è un reparto di diagnosi e cura ma una struttura intermedia post acuzie per accompagnare il rientro a casa. In questo modo aumentiamo il turn over dei posti letto per acuti nei nostri ospedali».

Pier Francesco Nocini: «È un momento importante perché la medicina deve essere a 360 gradi. È fondamentale aver fatto questo sforzo perché attraversiamo momenti di grande difficoltà e io devo ringraziare tutto il personale sanitario: infermieristico, i colleghi medici e gli specializzandi che si dedicano a queste attività di assistenza. L’Ospedale di Comunità rappresenta una precisa visione del bene comune, che spesso viene trascurata. Papa Francesco ha detto che molte volte c’è il protagonismo che crea l’avarizia, io aggiungo che anche l’indifferenza aumenta l’avarizia».

Mauro Zamboni: «Con il progressivo invecchiamento della popolazione c’è sempre più bisogno di assistenza. Questo è il setting più adeguato per farla dopo un ricovero durante il quale, gli anziani, magari perdono alcune funzioni fisiche. In questa struttura ci sono i professionisti sanitari e le dotazioni per accompagnare i pazienti fragili, magari per la concomitanza di più patologie, verso l’autonomia. Un percorso assistito che aiuta anche le famiglie non solo nella capacità di assistere ma anche con il tempo necessario all’organizzazione».

Giuseppe Cenci: «È la realizzazione concreta di una struttura importante, che risponde a quella logica di continuità ospedale-territorio di cui si parla da tempo. Questa è l’integrazione tra Ulss 9 Scaligera e l’Azienda ospedaliera che serve alle famiglie. Dalla fase acuta si passa a questa struttura intermedia per accompagnare la dimissione a domicilio. Da lì in poi, cominciamo ad intervenire noi con i medici di famiglia, la continuità assistenziale, le case della comunità, la riabilitazione a domicilio, la teleriabilitazione e molto altro».