In videochiamata col 118: innovazioni del Suem per le emergenze

Sempre più emergenze vengono seguite al telefono dagli operatori del 118, come con il parto in casa a Verona questa notte. A breve si potrà anche attivare la videochiamata.

Suem videochiamata 118 - personale di centrale
La centrale del Suem 118 di Verona
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Dal 14enne di Colognola ai Colli che lo scorso 18 febbraio salvò un uomo con il massaggio cardiaco, al parto in casa di questa mattina a Verona, le istruzioni fornite al telefono dagli operatori del Suem 118 sono fondamentali. Fra qualche settimana sarà possibile farlo anche in videochiamata, permettendo all’infermiere della Centrale di valutare meglio il paziente e di rassicurare con un contatto visivo chi cerca di assistere il malato.

Nei primi tre mesi di quest’anno sono stati assistiti al telefono quasi 300 casi: sono quattro le emergenze-urgenze nelle quali la velocità e il tempo sono elementi salvavita: arresto cardiaco, soffocamento, sanguinamento profuso e parto.

Si tratta di situazioni in cui saper fare la manovra giusta cambia l’esito per il paziente, come nel caso dell’infarto visto che la rianimazione immediata entro i primi tre minuti salva la persona dagli inevitabili danni cerebrali e determina la sopravvivenza.

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IPA-istruzioni pre arrivo

Per riuscire in questo obiettivo, la Centrale operativa Suem 118 in maniera sempre più frequente utilizza con successo le IPA-istruzioni pre arrivo. Sono le indicazioni via telefono che l’infermiere in Centrale dà alla persona vicina al malato, servono a guidare passo dopo passo anche chi non lo ha mai fatto o crede di non esserne capace.

Il Suem 118 dell’Azienda ospedaliera, diretto dal dottor Adriano Valerio, ha al suo attivo centinaia di casi risolti positivamente al telefono in attesa che arrivi l’automedica o l’ambulanza. I Lea nazionali (livelli minimi di assistenza) stabiliscono che i mezzi di soccorso debbano arrivare entro 18 minuti dalla chiamata.

Le Istruzioni telefoniche pre arrivo sono il lavoro fatto dalle 7 Centrali operative Suem del Veneto e sono in vigore dal 2019. Si tratta di schede dettagliate con la sequenza di domande e istruzioni per accompagnare ogni fase dell’episodio, dalla più semplice alla più grave.

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I dati di Verona e il parto di stanotte

Già nei primi tre mesi di quest’anno il trend degli episodi mostra un netto incremento rispetto al 2023, con 296 casi assistiti telefonicamente contro i 1008 totali dell’anno scorso.

I 296 da gennaio a marzo sono stati: 283 infarti, 9 parti (a casa o in macchina) e 4 soffocamenti. Nel 2023, invece, erano stati 926 infarti, 19 parti e 63 soffocamenti.

L’ultimo in ordine di tempo è stato il parto di stanotte alle 4.30 in casa a Ponte Catena, con il papà che ha fatto nascere la sua bambina guidato al telefono dagli operatori assistendo la moglie primipara di 42 anni.

È stata una nascita precipitosa e l’ambulanza è arrivata proprio mentre la bambina nasceva. La mamma e la neonata sono state trasportate all’Ospedale della donna e del bambino in Borgo Trento per i controlli di rito, ma stavano bene entrambe.

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Novità: la videochiamata al 118

Dal prossimo 24 giugno, i nuovi sistemi tecnologici permetteranno agli operatori di attivare la video chiamata, in modo da constatare direttamente lo stato clinico del paziente e anche come elemento di maggiore rassicurazione per chi deve intervenire.

Inoltre, si sta ultimando il censimento dei DAE-defibrillatore automatico esterno per avere la garanzia del perfetto funzionamento. Attualmente ne sono registrati 561 nei luoghi pubblici e privati della provincia, ma diventeranno molti di più e sono fondamentali visto che l’arresto cardiaco è una delle principali cause di morte in tutto il mondo.

Mai come in questo caso, l’anello che sicuramente fa la differenza è rappresentato dal pronto intervento prestato dalla popolazione che interviene nei primi istanti.

Gli astanti possono contribuire in maniera significativa con le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e con l’applicazione di un DAE guidati dagli operatori del 118, che forniscono le istruzioni permettendo a tutti indipendentemente dalla preparazione di eseguire queste manovre salvavita.

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La presentazione di questa mattina

Alla conferenza stampa erano presenti: il direttore sanitario Aoui Matilde Carlucci, il direttore Uoc Suem 118 Adriano Valerio e il coordinatore infermieristico Suem Marco Manzini.

Dott.ssa Carlucci: «I primi soccorritori fanno la differenza negli episodi tempo-dipendenti. L’incremento di attività della nostra Centrale operativa dimostra non solo una precisa attenzione organizzativa ma anche l’importanza dell’alleanza fra la struttura sanitaria e la popolazione, che è sempre più collaborativa e sensibile. Visto che non si possono abbattere i tempi tecnici seppure rapidi di spostamento dei mezzi di soccorso, la nostra Azienda è impegnata con i suoi operatori ad abbattere queste fasi intermedie».

Dott. Valerio: «I nostri infermieri in Centrale operativa sono altamente formati a questa funzione, sia da un punto di vista di ‘aggancio’ per farsi ascoltare dalla persona che chiama il soccorso sia per fargli fare le manovre corrette. A volte serve anche tranquillizzare chi è inesperto perché, se correttamente guidati, tutti possono farcela. E anche nel caso in cui le manovre non dovessero dare l’esito sperato si sta operando in uno stato di necessità, previsto espressamente dal Codice penale, e quindi chi le pratica non incorre in responsabilità. Si incorre piuttosto in una responsabilità penale quando non si interviene perché il Codice penale dice chiaramente che chiunque deve prestare soccorso. L’attivazione del protocollo IPA prevede l’impiego di due operatori, chi invia il mezzo per abbattere ancora di più tempi e chi mantiene al telefono la persona con le istruzioni operative. Potrebbe intervenire anche un terzo operatore se ci fosse necessità di elisoccorso con il passaggio di coordinate per il pilota».

«Sono ormai cinque anni di utilizzo delle IPA ed è importante vedere come sia diventato usuale anche per la popolazione, sentendo parlare spesso di questi interventi sta diventando sempre più frequente essere proprio in contatto con i nostri operatori fino all’arrivo del mezzo. Per il Suem 118, la presa in carico del paziente comincia con la chiamata, si mantiene anche durante la chiamata finché fisicamente arriva un’ambulanza. Ma continua anche dopo con il ricovero, il nostro lavoro non finisce con il trasporto perché il soccorso è un unicum fra territorio e ospedale».