In Veneto vola il contagio, appello di Zaia per le rsa

La curva del contagio non accenna a fermarsi in Veneto, dove si contano quasi 4.000 positivi in più (3.980 per la precisione) nelle ultime 24 ore. Il dato imponente, frutto anche della grande mole di tamponi fatti, mostra che non c'è finora un'inversione di tendenza.

Dalla sede della protezione civile di Marghera (Venezia), parla il presidente della regione Luca Zaia sulla situazione legata al coronavirus in Veneto.

«Il totale dei tamponi è di 2milioni e 784mila, solo di oggi 19mila tamponi. Tamponi rapidi 878mila e 756. 59mila 955 tamponi totali nelle ultime 24 ore. Le persone in isolamento sono 44mila. Il numero dei positivi è di 134mila e 56, 3mila e 980 più di ieri» ha affermato. «2mila e 579 ricoverati, 50 in più di ieri, nelle terapie intensive ci sono 323 persone, una in meno di ieri. 3mila e 501 i morti, 6mila e 706 i dimessi».

«I dati continuano a crescere, la fase di infezioni la stiamo gestendo senza grandi limitazioni, pochi sono gli stravolgimenti delle nostre vite. A parte certo la chiusura di bar e ristoranti alle 18» continua. «La diffusione del contagio c’è perché non c’è attenzione al distanziamento sociale.

Il governatore Luca Zaia, dopo aver lanciato un appello agli infermieri perché prestino volontariamente, in straordinario, ore di servizio nelle Case di riposo, conferma che i dati stanno crescendo e che “la pressione ospedaliera” è elevata. Ma non è pessimista, e attende il “verdetto” del monitoraggio settimanale Covid di domani, forte di numeri che definisce “assolutamente solidi” soprattutto nell’indice Rt, e nella tenuta del sistema sanitario.

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«Sono ormai 3mila i posti occupati negli ospedali da malati Covid, tra reparti medici e terapie intensive. Non si discute il fronte delle terapie intensive: ci sono quelle previste per legge, 877, e anche quelle che abbiamo fatto in più, 123» aggiunge. «Il Veneto si prepara già ad accogliere le future scorte di vaccino anti-Covid 19, ed ha inviato al commissario straordinario Domenico Arcuri la tabella con i dispositivi di conservazione già presenti negli ospedali, per un totale di 9mila e 509 litri, in attesa della consegna di frigoriferi per altri 21mila e 700 litri, che farà capo soprattutto alle strutture di Padova». Si tratta di impianti con temperature fino a -80 gradi, oltre che per range di conservazione inferiori (+4/-20 -15/-30).

Intanto la Regione ha deciso l’avvio da domani di uno screening di massa nel comune di Auronzo di Cadore, uno dei più colpiti dal virus. Tutti gli abitanti di Auronzo, e le persone che vi lavorano, tra i 41 e i 75 anni saranno sottoposti a tampone.

Sul fronte degli impianti sciistici afferma che: «Se si chiudono gli impianti, bisogna ristorare e impedire che negli altri paesi si apra». Prosegue poi parlando della scuola. «Io sono per la scuola in presenza, ma bisogna riaprire quando è possibile. La discussione non deve diventare un puntiglio politico: non faremmo il bene dei ragazzi e delle loro famiglie. Rischioso aprire il 9 dicembre per richiudere il 22».

Conclude l’assessore Lanzarin: «Dovevamo fornire al commissario Arcuri i numeri delle persone da vaccinare, fra personale ospedaliero e case di riposo. Abbiamo aggiunti i numeri delle strutture socio-sanitarie di minori, disabili e tossicodipendenze. 171mila il totale comunicato ad Arcuri, cifra che va raddoppiata 342mila dosi di vaccino. Le prime dosi verranno somministrate a metà gennaio».