In Veneto il primo studio al mondo sull’evoluzione del Coronavirus
Saranno gli scienziati del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova a realizzare il primo studio sul Coronavirus al mondo che ha lo scopo di studiare la storia naturale del virus, definire al meglio le dinamiche di trasmissione e definire le classi di rischio stratificate per morbilità e mortalità.
Lo studio sarà effettuato sulla popolazione di Vò Euganeo, il piccolo Comune in provincia di Padova primo “cluster” dell’infezione verificatosi in Veneto che, su base volontaria, verrà sottoposta a un secondo giro di tamponi, i cui esiti verranno confrontati con quelli effettuati su tutta la popolazione all’apparire della malattia. Da questo confronto gli scienziati padovani ritengono di poter trarre informazioni inedite e preziose per comprendere l’evoluzione dell’epidemiologia e mettere a disposizione delle autorità sanitarie strumenti fondamentali di controllo dell’epidemia.
Il progetto è stato presentato oggi presso l’Unità di Crisi attiva presso la sede regionale della Protezione Civile a Marghera, alla presenza del Presidente e dell’Assessore alla Sanità della Regione, del Rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto, del Presidente della Scuola di Medicina Stefano Merigliano, del Direttore del dipartimento patavino di Medicina Molecolare, Andrea Crisanti e dei rappresentanti della Croce Rossa di Padova i cui volontari daranno il loro prezioso apporto all’effettuazione del nuovo screening di massa, che inizierà già da domani mattina e si concluderà prima della tanto attesa fine della quarantena per gli abitanti di Vò, attesa per domenica.
«Dare la parola agli scienziati è la cosa giusta da fare – ha detto il Governatore – tanto che oggi sono loro a mettere a disposizione del Veneto, dell’Italia e del mondo intero quella che potrebbe essere una grande svolta nella lotta a questo virus, che tanto prima sarà battuto quanto prima riusciremo a conoscerlo a fondo. Ringrazio a nome di tutti gli abitanti di Vò che danno la loro adesione su base volontaria e li assicuro che non sono cavie, ma protagonisti di una svolta preziosa, per loro e per tutta la popolazione».
«Come Regione – ha tenuto a sottolineare l’Assessore alla sanità – abbiamo creduto subito alla validità e all’importanza innovativa della proposta di studio avanzata dall’Università. Per questo abbiamo stanziato 150 mila euro per sostenere questo lavoro, istituendo una nuova linea di spesa denomiata Emergenza Covid-19».
Nessuno al mondo aveva ancora pensato a un secondo campionamento della popolazione in un punto temporale successivo al primo tampone. Dal confronto tra il “tempo zero” (il momento della prima raccolta di campioni) e il “tempo uno” (il secondo campionamento che inizierà domattina e che si colloca alla fine del periodo di quarantena) usciranno indicazioni inedite, come il tasso di trasmissione e di moralità, il tempo di raddoppiamento delle infezioni, il rapporto tra positivi al tampone non sintomatici e i sintomatici, la curva di regressione della malattia, e la durata effettiva dell’infezione.
Il progetto permetterà di validare modelli matematici che forniscano un razionale scientifico alle scelte di sanità pubblica pesate sull’analisi dei rischi e sulla valutazione dell’effetto delle misure messe in atto.
Le linee guida che ne scaturiranno potranno essere trasferite in altre aree con focolai epidemici e contribuire così al contenimento del virus su scala nazionale e internazionale. Potrà, insomma essere “esportato” in altre Regioni e in altri Comuni, in italia e all’estero, così da poter essere validato su altre coorti di pazienti ed eventualmente affinato per migliorane la potenza predittiva.
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