In Veneto arrivano 99 Case della Comunità e 30 Ospedali di Comunità

La sanità territoriale si potenzia. Il Veneto si doterà infatti di 99 “Case della Comunità” e di 30 "Ospedali della Comunità". A Verona saranno rispettivamente 19 e 7.

Ospedali di Comunità
L'assessora Manuela Lanzarin all'Ospedale di Comunità. Dalla pagina Facebook dell'assessora

In Veneto arrivano 99 Case della Comunità e 30 Ospedali di Comunità

La sanità territoriale si potenzia. Il Veneto si doterà infatti di 99 “Case della Comunità” e di 30 “Ospedali di Comunità” diffusi sui territori di tutte le aziende sociosanitarie della Regione. Questi andranno così a implementare in modo sostanziale la dotazione già esistente. La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessora alla Sanità e alle Politiche sociali, Manuela Lanzarin, ha approvato l’individuazione delle sedi delle strutture.

Le parole dell’assessora Lanzarin

«Dobbiamo ragionare in termini di sistema. Una rete connessa di servizi che spazino dall’ambito sociale a quello sanitario. Le finalità saranno diverse dai luoghi di cura delle acuzie, ma saranno di reale sostegno alle persone e ai nuclei familiari e ai caregiver – spiega l’assessora Lanzarin -. Da qui nasce la nostra progettualità, sostenuta dal Next Generation EU».

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«Il riordino delle reti di prossimità – continua l’assessora – ha anche un forte impatto sulla riqualificazione urbana e sulla ridefinizione di spazi. Diventa infatti una sorta di “architettura sociale”. In questo contesto il territorio e il suo corretto utilizzo diventano parte integrante del percorso di presa in carico e cura della persona. È un volano che offre un nuovo modo di leggere il territorio, che avrà spazi inclusivi e opportunità di aggregazione per la parte più fragile della popolazione. Penso per esempio agli anziani soli, o alle persone con disabilità».

«Il sistema garantirà una relativa qualità della vita»

Manuela Lanzarin
Manuela Lanzarin, foto da Facebook.

«Siamo consapevoli di quanto sia indispensabile dare risposte alle necessità dettate dal crescente processo di invecchiamento della popolazione, con la conseguente quota di cittadini affetti da malattie croniche. La realizzazione delle “Case della comunità”, dotate di team multidisciplinari di medici specialisti, infermieri e assistenti sociali, consente a questi malati di godere di servizi sul territorio sempre più adeguati senza ricorrere ulteriormente agli ospedali. Un sistema che, integrato ai servizi domiciliari, garantirebbe anche una relativa qualità della vita».

«Analogamente – dice ancora Lanzarin –, le nostre richieste riguardano anche 30 Ospedali di Comunità per il ricovero breve dei pazienti che necessitano di cure a medio-bassa intensità e di breve durata. Si tratta di strutture che hanno l’obiettivo elevare l’appropriatezza delle cure. Con essa, faciliteranno anche la transizione verso il proprio domicilio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Ciò consentirà il supporto necessario ai familiari fino all’organizzazione della presa in cura da parte delle famiglie stesse. Gli interventi previsti sono coerenti con la programmazione vigente e, le cui schede sono state deliberate già nel 2019. In cinque casi viene prevista una diversa dotazione di posti letto, in due una differente collocazione all’interno del territorio aziendale. Solo un intervento proposto non è al momento previsto nella programmazione».

La progettualità, in coerenza con le indicazioni del PNRR, sono state esaminate dalla Commissione Regionale per gli Investimenti in Tecnologia ed Edilizia. Quest’ultima ha espresso parere favorevole nella seduta dello scorso 14 gennaio.

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