In Veneto 38 focolai, metà dall’estero

Ad oggi in Veneto ci sono 38 focolai da Covid-19 attivi, 19 locali e altrettanti originati da persone provenienti dall'estero. «Ancora fondamentali distanziamento, mascherine e igiene delle mani» ha ricordato Zaia.

Luca Zaia focolai

Ad oggi in Veneto ci sono 38 focolai attivi, 19 locali e 19 attivati da persone provenienti dall’estero. «Ricordo che rimane fondamentale il distanziamento, l’uso della mascherina in caso di assembramenti o nei luoghi chiusi, l’igiene delle mani. Sono le uniche indicazioni» ha sottolineato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

«Non siamo davanti a una situazione drammatica, ma neanche che possiamo fare la “festa della liberazione”. Abbiamo un 70 per cento di asintomatici fra i positivi, è un dato nazionale. I dati segnalano inoltre un abbassamento di 20 anni dell’età media dei contagiati».

«Abbiamo avuto una diminuzione dei focolai fino ai primi di giugno, poi abbiamo avuto un aumento, portato però da Paesi stranieri. È il periodo dei ricongiungimenti famigliari e delle vacanze».

Fino a oggi in Veneto sono stati fatti un milione e 184mila tamponi, ha ricordato Zaia. «Li abbiamo sempre fatti, per oggi è l’unico strumento diagnostico, che non abbiamo mai smesso di fare» .

Il presidente ha mostrato i dati confortanti relativi al contagio. In particolare in terapia intensiva oggi ci sono solo 6 persone in Veneto, tutte negative, a fronte delle 51 alla data del 18 maggio scorso.

«Abbiamo sollecitato il ministero della Salute a rivedere l’indice RT, e spero sia fatto velocemente, per una distinzione tra focolaio che arriva da ‘fuori’ e quello che ho in casa» ha aggiunto Zaia. «Se arriva un treno, un pullman carico di turisti provenienti dall’estero e sono positivi, non possono poi mettere il numero in conto al Veneto come focolai nostri. Abbiamo registrato un RT 1,6 per via del focolaio serbo e di quello africano, per le badanti arrivate con un pulmino. Non sono focolai autoctoni».

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Posted by Luca Zaia on Monday, July 27, 2020