In tutta la provincia controlli sui bus dall’Est Europa

Controlli e campagna informativa sui bus dall'Est europa. Il comitato per l'Ordine e la Sicurezza conferma anche il Tocatì 2020, in versione inedita.

trasporto pubblico

Nuovi controlli alle fermate dei pullman che arrivano dall’est Europa. Non solo in città, ma anche in provincia. Lo ha deciso questa mattina il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, su richiesta del Prefetto, dopo che ieri il Comune di Verona ha attivato un presidio fisso della Polizia locale al Tempio Votivo, unico punto di fermata autorizzato in città. Per tutti coloro che arrivano dai paesi dell’est, infatti, è prevista la quarantena di 14 giorni.

Un obbligo che scatta al momento dell’ingresso in Italia ma che non tutti conoscono o rispettano. Per questo l’Ulss 9 ha predisposto una nuova campagna informativa. Un volantino, scritto in più lingue, verrà distribuito alle fermate autorizzate e nei luoghi dove di solito fanno tappa i bus, per far conoscere alle persone straniere le misure di sicurezza da tenere per la salute propria e altrui. Allo stesso tempo, l’Azienda sta procedendo ad informare le ditte del territorio che si avvalgono di lavoratori stagionali provenienti dall’estero affinchè, in ottemperanza agli obblighi di legge, facciano arrivare il personale due settimane prima per permettere la quarantena.

Intensifichiamo i controlli per intercettare tutte quelle persone che arrivano dai Paesi a rischio e che, molto spesso, non conoscono gli obblighi di legge ai quali si devono sottoporre, come la quarantena» ha spiegato il sindaco Federico Sboarina, al termine della riunione operativa. «Da ieri i nostri agenti presidiano la fermata del Tempio Votivo, che è quella dove si fermano i bus provenienti dall’estero. Nelle ultime ore non sono stati registrati arrivi, ma non abbassiamo la guardia, per questo è importante che le verifiche vengano effettuate anche fuori dal territorio comunale».

E sul tavolo del Cosp è arrivata anche l’edizione 2020 del Tocatì, confermata dal 17 al 20 settembre in una versione inedita e con tante novità. Quest’anno, il festival che compie 18 anni doveva ospitare i Borghi italiani. Per tutelare la sicurezza e la salute pubblica, e nel rispetto del distanziamento e del contingentamento delle persone, si è deciso di ricorrere a una grande piazza virtuale. Ogni Borgo organizzerà dei momenti di gioco e Verona sarà collegata con tutta Italia, tramite maxischermi che mostreranno in tempo reale quanto accade nelle altre città. Inoltre, non si giocherà più solo in centro storico ma il Tocatì quest’anno si allargherà anche ai quartieri, in modo da avere più location ed evitare gli assembramenti. Da oggi, quindi, inizia il grande lavoro di organizzazione, secondo i protocolli di sicurezza.

«Il Tocatì, che quest’anno diventa maggiorenne è ormai un appuntamento tradizionale per la nostra città, una manifestazione sostenuta dal Comune e conosciuta ovunque, anche all’estero grazie al richiamo che ha avuto nel corso degli anni» ha proseguito Sboarina. «Ecco perché confermiamo la volontà di farlo, nonostante limitazioni e regole, ovviamente in tutta sicurezza. Dopo la candidatura ufficiale a patrimonio immateriale Unesco, il nostro festival deve crescere e arrivare in tutta Italia, la piazza virtuale di quest’anno sarà l’occasione per coinvolgere sempre più persone seppur a distanza e nel rispetto dei protocolli. Inoltre, l’apertura ai quartieri, anch’essa motivata dalla sicurezza pubblica, diventerà un’opportunità per testare il festival fuori dall’ansa dell’Adige e far sì che metta radici su tutto il territorio comunale, avvicinandosi sempre di più ai cittadini».