In Borgo Roma riapre GeneraLab, spazio interculturale con laboratori e attività
GeneraLab vuole essere un luogo di incontro e supporto, dove si generano relazioni e opportunità. Uno spazio nel quartiere, capace di costruire risposte per donne e giovani con o senza un background migratorio, creando sinergie tra le diverse comunità e chi deve ancora trovare la propria. Con postazioni dedicate alle attività creative, macchine da cucire, telai, uno spazio bimbi e una cucina, e grazie anche alle artigiane e professioniste, è stato progettato un calendario di attività per chi desidera sperimentare forme d’arte, artigianato e costruire relazioni. Un calendario che resta comunque aperto alle proposte di ciascuna, raccolte attraverso un’apposita bacheca predisposta davanti all’ingresso del Centro.
Riaperto dopo un anno e mezzo e inaugurato mercoledì in via Lussino, 23, in Borgo Roma, è il frutto di progettualità, esperienze e gruppi di lavoro con donne che da circa vent’anni sono attive al centro interculturale Casa di Ramia e sarà gestito per tre anni dall’Associazione Nissa. L’inaugurazione è stata animata dal Coro delle donne di Casa di Ramia, tatuaggi con l’henné, cerimonie del thè e un banchetto fatto di piatti rappresentanti le storie delle tante donne presenti.
«Dopo un anno e mezzo abbiamo riaperto GeneraLab in un quartiere dove è necessario costruire relazioni e condivisione – ha detto l’assessore ai Diritti Umani e le Pari Opportunità Jacopo Buffolo -. Un bellissimo luogo che abbiamo voluto rendere una Casa di Ramia 2.0, proprio perché crediamo che l’esperienza che in questi vent’anni il Comune di Verona ha sviluppato proprio nelle attività di Casa di Ramia vada diffusa su tutto il territorio comunale».
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Sulla riapertura è intervenuta anche la vicepresidente del Consiglio comunale Veronica Atitsogbe: «Uno spazio importante per dare concretezza alla società plurale che è da sempre nei nostri pensieri. È fondamentale che GeneraLab sia concepito come luogo d’incontro, nel quale le persone possono avvicinarsi e conoscersi attraverso il fare e lo scambiarsi esperienze. In questo senso è davvero emozionante assistere alla costruzione di nuove relazioni che avviene su un piano di parità e di reciproca interrelazione. Non dimentichiamo, infine, che questa nuova proposta farà bene a tutto il quartiere portando vitalità e animazione».
«Spesso vediamo la donna migrante come bisognosa di aiuto e di servizi, questa volta vogliamo essere noi protagoniste, donne italiane e non italiane», ha aggiunto la presidente dell’Associazione Nissa Houda Boukal.
«Poter usufruire di uno spazio che crea condivisione tra donne italiane e donne migranti alla pari, significa poter mettere a disposizione della città anche le nostre abilità e competenze», ha concluso la presidente di Sapori da Ascoltare Maria Angela Prado.
La serata è stata chiusa dal concerto del Nardo Trio che ha contribuito a creare un’atmosfera di festa, facendo cantare e ballare tutte e tutti, anche i più giovani, su musiche balcaniche, greche, mediorientali e sudamericane.
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