Il “voto fantasma” di Tosi: «Non ce l’ho con Bacciga, il mio era “ethical hacking”»

Indossa i panni da "hacker etico", Flavio Tosi, per spiegare i motivi che hanno portato l'ex sindaco e il collega Paolo Meloni a votare illecitamente al posto di Andrea Bacciga durante una seduta del consiglio comunale di Verona.

Flavio Tosi
Flavio Tosi

Mette le mani avanti, Flavio Tosi: «Non ce l’ho con Bacciga, è capitato quando era assente lui» e quindi è stato il consigliere Andrea Bacciga il mezzo per quella che l’ex sindaco definisce un’azione dimostrativa di “ethical hacking”.

Ieri i consiglieri di maggioranza si sono riuniti per chiedere le dimissioni di Flavio Tosi e Paolo Meloni, in quanto mandante ed esecutore del “voto fantasma” in consiglio comunale a Verona, venerdì scorso. Un voto effettuato con le credenziali del consigliere Andrea Bacciga (Lega), in quel momento assente giustificato.

Tosi giustifica il gesto come azione dimostrativa per portare l’attenzione su un aspetto già sottolineato anche da altri membri della minoranza: i consiglieri di maggioranza, nella maggior parte dei casi, votano da remoto senza mostrarsi o dare prova in qualche modo della propria identità. Pratica emersa in particolare durante le sedute fiume degli scorsi giorni per l’approvazione della Variante 29.

Altro aspetto, la facilità con cui Tosi e Meloni hanno avuto accesso all’account di Bacciga nella piattaforma Concilium: «La password supersegreta, uguale per tutti, da oltre un anno è: 123456!» afferma Tosi.

«In consiglio comunale il sistema di voto online è fallace e non tracciabile. Con il nostro blitz, fatto in totale trasparenza, lo abbiamo messo a nudo» è la posizione di Tosi. Trasparenza arrivata però dopo l’annuncio della denuncia alla Polizia Postale da parte del presidente del consiglio comunale Leonardo Ferrari. Mentre i gestori del sistema erano riusciti a ricondurre il dispositivo utilizzato per votare al posto di Bacciga al consigliere che ne aveva assunto l’identità.

La critica di Tosi però è alla mancanza di trasparenza sull’identità dei votanti in consiglio comunale. «Lo stesso vicepresidente Stefano Vallani, del Pd, aveva chiesto che le votazioni avvenissero con appello nominale oppure accendendo la telecamera in quel momento. La maggioranza ha però votato compatta in modo contrario».

Dice Tosi: «Il rischio è che si crei un sistema di ‘pianisti’ organizzato, con magari qualche consigliere di maggioranza che potrebbe votare al posto degli assenti, nascosti dalle telecamere spente per ore. I veronesi meritano trasparenza dai loro rappresentanti. Sboarina non ha rispettato il decreto legge che obbliga alla tracciabilità. Procederemo a una segnalazione per omissione d’atti d’ufficio».

Oltre agli esponenti della maggioranza, anche colleghi consiglieri di minoranza nelle scorse ore hanno censurato il gesto di Tosi, pur condividendo le critiche alle modalità con cui la maggioranza ha osteggiato la verifica dell’identità dei consiglieri.

La conferenza stampa di Tosi

LEGGI LE ULTIME NEWS

Ricevi il Daily

VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO ULTIMEDIALE VERONA DAILY?

È GRATUITO! CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM