Il Veneto attende la “zona gialla”

«Giallo è il nuovo scenario che probabilmente ci troveremo ad affrontare a partire da lunedì» è l'auspicio di Zaia. «Ma non ho certezze».

Luca Zaia
Luca Zaia

Attende fiducioso l’ordinanza ministeriale che decreterà l’aggiornamento dei “colori” delle regioni, il presidente del Veneto Luca Zaia. «Giallo è il nuovo scenario che probabilmente ci troveremo ad affrontare a partire da lunedì» ha detto oggi durante il consueto punto stampa.

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«Oggi è il 29esimo giorno di calo, repentino e anche inspiegabile da un certo punto di vista» ha commentato Zaia. In ogni caso, sulla zona gialla Zaia ha rimarcato: «Non ho alcuna certezza, lo dico solo come ipotesi».

In caso di passaggio da arancione a giallo, l’entrata in vigore delle nuove regole sarebbe da lunedì. Il primo febbraio, in Veneto e a Verona, sarà anche la giornata del ritorno a scuola per migliaia di studenti delle scuole superiori.

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Fipe e Federmoda di Confcommercio Verona, negli scorsi giorni, vista anche la stagione dei saldi imminente, avevano invitato le istituzioni a muoversi verso un celere passaggio in “zona gialla”: «Sarebbe fondamentale per dare una boccata d’ossigeno alle aziende del commercio e ai pubblici esercizi, ormai allo stremo: c’è bisogno di aprire e, per le attività già aperte, di “incontrare” clienti e consumatori in serenità».

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Le norme in zona gialla

  • È possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione, dalle 5.00 alle 18.00. Negli stessi orari è consentita senza restrizioni la vendita con asporto di cibi e bevande.
  • Fino al 15 febbraio 2021, in area gialla, è consentito spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00, all’interno della propria Regione o Provincia autonoma, nel rispetto delle specifiche restrizioni introdotte per gli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate.
  • Gli spostamenti verso altre Regioni o Province autonome sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
  • Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche.

Per maggiori chiarimenti il sito del Governo.

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