"Il traforo porterà benefici alla salute e alla mobilità di Verona"

«Lo studio, che va valutato complessivamente nella sua interezza e non isolandone singoli aspetti dimostra che le progettazioni delle nuove infrastrutture stradali e di trasporto, compreso il Traforo delle Torricelle, risolvono quasi completamente tutte le criticità presenti nella rete stradale dell’area urbana e rendono compatibili le previsioni dei nuovi insediamenti urbanistici con il sistema della viabilità» Ad affermarlo l’ingegner Antonio Dell’Erba che ha redatto il Piano Generale del Traffico Urbano di <link=’http://www.sisplan.it/index.htm’ class=’_blank’><underline>Sisplan</underline></link> e l’aggiornamento del Piano Urbano di Mobilità, aggiungendo «Lo si vedrà chiaramente non appena il documento finale, nella sua interezza, verrà reso pubblico». E cioè nel prossimo mese di gennaio come confermato dall’assessore alla viabilità del Comune di Verona Enrico Corsi.

Nel frattempo è stata presentata la relazione preliminare dell’Istituto Superiore di Sanità sullo studio sull’impatto sanitario e ambientale relativo proprio alla realizzazione del Passante Nord. La dott.ssa Loredana Musmeci dell’Istituto Superiore di Sanità, accompagnata dal sindaco di Verona Flavio Tosi, dall’assessore comunale alla Mobilità Enrico Corsi e dal presidente della Commisione urbanistica Marco Comencini, ha spiegato che secondo una prima valutazione la realizzazione del traforo porterà a un decremento delle emissioni di micro polveri (Pm10) e di ossidi di azoto (NOX) per circa il 70 per cento dei veronesi e questo abbassamento interesserebbe di più la zona sud della città, da anni crocevia di incessanti flussi di mezzi pesanti e auto.

Parimenti, nella zona più vicina alla nuova infrastruttura, i livelli di Pm10 e NOX cresceranno in maniera sostanziale. Questo incremento riguarderà circa il 20 per cento della popolazione, ovvero 51mila abitanti, che abita e lavora nelle zone lungo le quali passerà il Passante Nord, da Parona fino a Borgo Venezia. (I dati presi in considerazione dallo studio prendono in esame la peggiore situazione possibile, relativi all’orario di punta, ovvero dalle 7 alle 9).

«Va notato – ha sottolineato la dottoressa Musmeci – che i risultati dello studio, dove presentano lievi incrementi di emissioni di PM sono sovrastimati in quanto la simulazione è fatta senza tener conto che un terzo del Passante è in tunnel dotato di sistemi di filtraggio dell’aria e quindi probabilmente dovrebbero essere, nella realtà, ridotti di un terzo». Lo studio rileva, in particolare, come i maggiori benefici ricadranno sulla parte della città a più alta densità abitativa. In definitiva, secondo lo studio, anche valutando l’ipotesi peggiore, vale a dire la distanza compresa fra 15-20 metri dalla carreggiata, l’emissione prodotta dai veicoli transitanti ogni giorno nell’ora di punta sui tratti di passante non in galleria, indica un apporto di concentrazione tra 0,3-0,5 mg/mc per il PM, a fronte di un limite di legge di 40 e di 9-12 mg/mc per gli ossidi di azoto.

La Redazione