Il sindaco di Veronella: «L’importante è che le persone si sentano vive»
L’emergenza è stata vissuta veramente in modo attivo da parte nostra. Abbiamo inizialmente cercato subito di creare una comunicazione diretta con i cittadini, usiamo molto i social, abbiamo cercato di fare in modo che la gente possa sentirsi sicura, che possa sentire che il Comune sta mettendo in atto tutto quello che è possibile. Quindi abbiamo iniziato subito con un piano di sanificazione delle strade, anche per dare tranquillità alla gente, abbiamo iniziato a fare anche delle iniziative, coinvolgendo la scuola, coinvolgendo i bambini, non più tardi una settimana fa nella giornata del sabato mattina io e l’assessore all’istruzione abbiamo incontrato tutte le classi del paese, quindi abbiamo cercato di interagire.
Io sono un imprenditore e ho cercato di chiedere a di mie aziende partner di aiutarmi a costruire anche delle idee per intrattenere le persone per tenerle vive, anche con la testa, per cui abbiamo creato anche e stiamo portando ogni giorno dei video dove diamo delle informazioni diamo delle pillole per stimolare la gente a tenere la testa, per cui capire come far fronte all’emergenza come gestire la comunicazione nei momenti di emergenza.
Ogni giorno stiamo pubblicando dei messaggi dei video grazie a dei professionisti che gratuitamente si sono resi disponibili a livello social per dare il loro contributo.
Per esempio ogni sabato pomeriggio alle 6 di sera ci siamo impegnati affinché la gente possa avere un’ora di musica libera in paese, questo perché la gente deve mantenersi viva, deve avere comunque voglia di riscatto. Nel momento in cui terminerà questa emergenza sarà importantissimo che i cittadini rimangano attivi perché altrimenti i problemi che ci potranno essere nelle prossime settimane potrebbero essere veramente pesanti a livello psicologico. Quindi c’è anche un servizio psicologico messo a disposizione dei cittadini
Un’altra cosa che abbiamo fatto fin da subito nella distribuzione delle mascherine fornite gratuitamente da Regione Veneto, abbiamo invece inserito per ogni nucleo familiare due mascherine fatte dai nostri cittadini. Abbiamo avuto un’azienda che ci ha donato il materiale, abbiamo avuto molte sarte, molte casalinghe che si sono messe a disposizione per tagliare e per confezionare le mascherine che abbiamo distribuito assieme alla protezione civile e più di 60 cittadini sono messi a disposizione a livello di volontariato.
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