Il progetto Re-Gen saluta Verona con il tributo ad Artiskate
Redazione
Re – Gen è il nome del progetto europeo che il Comune di Verona come capofila ha condotto dal novembre 2023 in partnership con altri otto Paesi europei. L’obiettivo è stato il coinvolgimento attivo degli studenti delle scuole secondarie, nella riqualificazione urbana e nell’inclusione sociale. Le iniziative svolte rientrano tra le attività finanziate da URBACT, programma di Cooperazione Territoriale Europea.
Casa Verona, al padiglione 20 dell’Arsenale, il centro per la promozione della cultura sportiva in vista delle Olimpiadi invernali Milano – Cortina 2026, è stata teatro dell’ultimo incontro del progetto. Re-Gen ha trovato infatti la sua massima espressione e consenso nella rigenerazione di spazi da dedicare agli sport e in particolare gli sport di strada.
Durante l’incontro, il Sindaco Damiano Tommasi – assieme alla presidente della seconda circoscrizione, Elisa Dalle Pezze e al consigliere di circoscrizione Federico Centomo – ha consegnato una targa di riconoscimento a nome del Comune di Verona alle giovani pattinatrici che hanno vinto il titolo mondiale di pattinaggio a rotelle a Beijing 2025, Artiskate: Matilde Erbisti, Giulia Brandolini, Agnese Gregorio, Chiara Antonello e le loro allenatrici Sabrina Scatizzi e Stefania Poli.
«Questo progetto ha il merito di dare visibilità a tanti sport che altrimenti non l’avrebbero, dove tanto sforzo viene fatto dalle famiglie a supporto dei figli. Come amministrazione siamo vicini a queste realtà, anche quando si tratta di ragazze e ragazzi che fanno sport nel loro quotidiano, e non di atleti destinati necessariamente a vincere. Far coincidere le ore di studio e le ore di allenamento di queste ragazze giovanissime è una sfida, complimenti a loro per i risultati che sono riuscite a ottenere, con passione e impegno. Noi siamo vicini con le istituzioni nel cercare di dare strutture al passo con gli obiettivi e per sostenere il loro impegno e quello delle loro famiglie, nel pattinaggio come in altri sport sul territorio veronese».
«Il tema della rigenerazione degli spazi urbani è il motore che ci ha attratti di questo progetto, che ci ha portati anche a un confronto con la città di Milano, dove le aree di San Siro per certi versi avevano situazioni in comune con i nostri spazi urbani di Borgo Roma e Golosine – ha detto l’assessore Jacopo Buffolo -. È stata una scelta politica quella di orientarci sui quartieri di Verona Sud, dove sono in essere già molte attività: abbiamo riaperto lo spazio Link, fatto diversi lavori con l’Associazione ABC, con il Centro 6 maggio sulla cultura Underground, con Nuova Acropoli al Parco San Giacomo e Santa Teresa, una zona che ha bisogno di attenzione e partecipazione. Il lavoro con i ragazzi delle scuole, grazie a Re-gen, ha reso parte attiva i giovani nel rileggere gli spazi a favore dello sport di strada. Altro aspetto importante è stato il confronto con le altre città europee su questi temi strategici per la nostra città, creando una rete di relazioni che ora da Re – Gen deve ripartire per fare un ulteriore salto di qualità».
«Ringrazio il sindaco e l’Amministrazione per avermi dato la possibilità di vincere questo riconoscimento; e ringrazio le mie compagne, la mia società skate, le mie allenatrici che fin da quando sono piccola, Sabrina e Stefania Poli, mi seguono e mi allenano sempre con tanta passione e costanza e che senza di loro non sarei mai arrivata a questo risultato. – sottolinea la veronese Matilde Erbisti, Campionessa Mondiale 2025 Pattinaggio artistico a Rotelle – Vincere il mondiale è stata un’emozione indescrivibile – mi alleno fin da quando sono piccola per raggiungere questo obiettivo e non poteva andare meglio di così. È stata veramente una gioia grandissima».
Risultati e impatto del progetto
Nel quadro del progetto Re-Gen, il Comune di Verona ha coinvolto oltre 300 studenti e giovani delle scuole Mazza, Manzoni, Meneghetti e Liceo Einaudi attraverso hackathon, questionari online e test di sport urbani. Gli eventi comunitari della scorsa primavera hanno animato i quartieri di Borgo Roma e Golosine con i Festival Sport & the City, che hanno riunito più di 500 partecipanti tra attività sportive, laboratori, musica e cultura urbana. Parallelamente, l’iniziativa Fabrica Urbana ha visto ragazze e ragazzi partecipare a camminate di quartiere, co-progettazione e urbanismo tattico in Piazza Brodolini coinvolgendo anche gli abitanti del quartiere. Il processo si è tradotto in una trasformazione concreta della piazza con l’applicazione di grafiche urbane realizzate dai giovani. L’esperienza di Re-Gen ha rafforzato il senso di appartenenza e dimostrato come la partecipazione attiva possa riattivare spazi pubblici poco utilizzati. Nel complesso, il progetto ha coinvolto nelle 9 città europee più di 2.600 ragazze e ragazzi. Marco Buemi, Lead Partner Progetto URBACT Re-Gen
Cos’è URBACT: URBACT IVè un programma di Cooperazione Territoriale Europea co-finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e dagli Stati membri, nato con lo scopo di promuovere uno sviluppo urbano sostenibile, mediante lo scambio di esperienze e la diffusione delle conoscenze tra città europee.
Cos’è Re – Gen: Re-Gen consiste in una rete europea di nove città che mira a sostenere lo sviluppo urbano e l’inclusione sociale, grazie al protagonismo degli studenti delle scuole secondarie e con particolare riguardo da ragazzi/e provenienti da contesti svantaggiati. I giovani, di età compresa tra i 10 e i 18 anni, coinvolti a partire da gennaio 2024 nel recupero di aree pubbliche abbandonate da trasformare in centri sportivi urbani, con l’approccio dell’urbanistica tattica e l’uso di architettura green a di genere.
Qual è l’obiettivo di Re – Gen: Il progetto si basa sul potenziamento dei sistemi di governance partecipativa nelle città partner. L’obiettivo è coinvolgere le giovani generazioni di cittadini – soprattutto delle aree urbane emarginate – per riqualificare aree ora in disuso e restituirle ai giovani come zone dove poter fare sport insieme, con la guida e il sostegno di diversi attori sociali. I giovani coinvolti dalle scuole sono guidati da professionisti esperti scelti da Urbact e da diversi stakeholder del territorio (associazioni, gruppi sportivi, etc) per progettare e poi per mettere a terra concretamente le idee generate. Il coinvolgimento dei giovani in tutte le fasi del processo è in sé parte del progetto formativo e insiste sulla necessità di creare inclusione sociale e di genere.
Contesto in cui si svolge Re – Gen:
Re – Gen ha preso spunto dalla visibilità offerta dalle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi che saranno organizzate in Italia (città di Verona e città di Milano) nel febbraio 2026. Il potere aggregante dello sport è stato strumento concreto per favorire l’accesso inclusivo alle aree pubbliche.
Un altro aspetto rilevante del progetto è la compartecipazione e il confronto attivo di più città europee che lavorano alla stessa finalità, sotto la guida di professionisti esperti del settore e con il metodo operativo messo a disposizione da Urbact, per condividere modalità di lavoro ed esperienze. Verona in qualità di capofila (per la prima volta per un progetto europeo) ha steso le linee guida della parte operativa, organizzativa e di comunicazione del progetto. Altre città sono: Milano, Corfù (Grecia), Albacete (Spagna), Vila do Conde (Portogallo), Pola (Croazia), Dobrich (Bulgaria), Daugavpils (Lettonia) e Lezha (Albania).
Obiettivo generale del progetto
Facilitare la creazione di reti cittadine transnazionali per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative nei settori:
– utilizzo sostenibile di nuovi spazi da pedonalizzare (strade) o rigenerare (parchi); connessione di spazi urbani
– economia circolare; sviluppo di nuovi street sport per i giovani negli spazi aperti come skateboard, parkour, workout, ping pong, slackline, bmx, pattini, street dance etc.
– coinvolgimento delle Associazioni e Scuole del territorio (area Sud/Borgo Roma)
Cosa è stato fatto a Verona
A Verona le aree prescelte appartengono alla 4^ e 5^ Circoscrizione, in vista di rendere scalabile il progetto ed estendere la fattibilità ad altre zone della città. La scelta è ricaduta su queste aree perché ritenute idonee per l’alta percentuale di giovani residenti, in particolare giovani stranieri di seconda generazione e per la complessa composizione sociale e conformazione urbanistica che presentano. Si è inoltre scelto di privilegiare aree non “verdi”, come Piazza Brodolini e Via Po, e l’area di Santa Teresa e San Giacomo, che sono parchi recenti e insistono in un’area da alta densità di popolazione, aggravata da traffico, in una zona industriale trasformata in zona residenziale senza un vero criterio urbanistico.
Chi ha partecipato – Target groups
Si tratta di studenti e studentesse di età compresa tra i 10 ed i 18 anni (circa 20 persone per ogni scuola, con un minimo del 50% di genere femminile). I giovani, soprattutto le categorie più svantaggiate, sono stati coinvolti nella co-progettazione degli spazi: mappare e riprogettare le zone prescelte e in seguito costruire alcuni elementi di arredo urbano con materiali di recupero, con il metodo dell’“urbanistica tattica”. Le aree sono state poi animate da eventi aperti al pubblico, con musica, danze, prove sportive e pratiche di gioco all’aperto. A questo scopo hanno contribuito gli stakeholder del territorio, diverse realtà scelte con il criterio di vicinanza e capitanate dalle due Associazioni Nuova Acropoli e Le Fate ets, già attive sul progetto. Particolare attenzione è stata data al tema dell’inclusività sociale, di genere e nei riguardi della disabilità.
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