«Il museo è un attore sociale che cambia le cose»: Lucio Biondaro e il suo Children’s Museum di Verona

Redazione

| 16/07/2025
Un luogo che educa, coinvolge e guarda al futuro. Il direttore del museo è candidato al 15° Premio Verona Network.

Lucio Biondaro, direttore del Children’s Museum Verona, guida una realtà innovativa che in pochi anni ha saputo conquistare famiglie da tutta Italia e dall’estero. Con 90.000 presenze l’anno e progetti in espansione, Biondaro è tra i candidati al 15° Premio Verona Network, in programma il 17 luglio a Bosco Chiesanuova.

Guarda l’intervista

Lucio, cos’è per te un museo?

È un luogo che offre opportunità, un attore sociale che lavora dentro e fuori le sue mura e un media che veicola messaggi importanti. Può contribuire a cambiare la società con una visione a medio-lungo termine.

Il Children’s Museum è dedicato ai più piccoli…

Sì, nasce per la fascia 0-12 anni, ma il nostro target sono anche i genitori. Lavoriamo sullo “spazio di Vygotskij”: quello che un bambino riesce a fare con l’aiuto di un adulto.

Quando l’avete aperto, pochi mesi prima del Covid, avete fatto una scommessa…

È stata una sfida imprenditoriale e sociale. Oggi possiamo dire di averla vinta: abbiamo raggiunto 90.000 presenze l’anno e vogliamo superare quota 100.000. Il 70% dei visitatori viene appositamente per il museo e poi scopre Verona.

Avete stretto nuove collaborazioni…

Con Ance Verona stiamo creando un’area dedicata al mondo delle costruzioni per bambini. Stiamo anche lavorando a Pompei per un museo outdoor e portiamo il nostro modello in altre città italiane ed europee.

Qual è il tuo esperimento preferito?

Le aree con l’acqua. Amo la fluidodinamica e la possibilità di toccare e sperimentare direttamente.

Cosa sogni per i prossimi 10-15 anni?

Creare una rete di mentori tra le grandi famiglie imprenditoriali veronesi e raccontare storie di coraggio ai bambini, come quelle di Ruggero Bauli o Matilde Vicenzi.

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