Il Made in Italy diventa legge. Coldiretti: “Vittoria dei consumatori”

Il Made in Italy diventa legge. Nel decreto semplificazioni – che ha incassato la fiducia in attesa del voto finale domani –  è stato infatti inserito l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di provenienza geografica a tutti i prodotti alimentari, per valorizzare la produzione agroalimentare nazionale e contrastare gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per nazionali.

“È una nostra grande vittoria con l’Italia che si pone oggi all’avanguardia in Europa nelle politiche per la trasparenza dell’informazione ai consumatori” ha commentato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel ringraziare per il sostegno e l’impegno il Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, il Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ed i parlamentari che hanno creduto in questa battaglia a tutela dei consumatori.

La norma chiude ora un lungo e faticoso contenzioso aperto con l’Unione europea oltre 15 anni fa. L’etichettatura di origine obbligatoria era stata infatti introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2001 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia nel mercato.

Secondo una ricerca di Beuc (l’organizzazione europea dei consumatori) il 70% dei cittadini europei (82% in Italia) vuole conoscere da dove viene il cibo sulle loro tavole, che diventa 90% nei casi di derivati del latte e della carne. Le norme dell’Unione obbligano a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero.

Ora – spiega la Coldiretti – è possibile conoscere finalmente la provenienza della frutta impiegata in succhi, conserve o marmellate, dei legumi in scatola o della carne utilizzata per salami e prosciutti fin ad ora nascosta ai consumatori. L’altro traguardo raggiunto è difendere l’efficacia in sede europea dei decreti nazionali già adottati in via sperimentale in materia di etichettatura di origine di pasta, latte, riso e pomodoro.

Una misura importante a fronte degli scandali alimentari che lo scorso anno si sono verificati nell’Unione Europa (dieci al giorno). La difficoltà nel rintracciare rapidamente i prodotti a rischio e rimuoverli dal commercio genera un calo nella fiducia che si riflette spesso su interi comparti economici, con ripercussioni negative sull’occupazione.