Il Lazzaretto di Verona e la sua storia
Nei pressi di Porto San Pancrazio c’è una struttura particolare che, tra il 1500 e il 1600, ospitava i malati di peste di Verona. Si tratta del Lazzaretto: un’edificio all’avanguardia, immerso nella natura, di cui ci ha parlato stamattina lo storico dell’arte Francesco Castioni.
«La posizione del Lazzaretto è particolare, perchè viene costruito in una zona che fosse a valle dell’Adige e lontano dalla città. Si era capito infatti che l’unico modo per preservare la comunità dalla peste era quello di isolare i malati e quindi tra 1500 e 1600 si costruì il Lazzaretto nella zona di Porto San Pancrazio e ancora oggi si vede che è circondato dalla natura. Per di più il collegamento con l’Adige permetteva la semplicità della pulizia e l’igiene» ha spiegato Francesco.
«È curiosa anche la struttura del Lazzaretto, che è stato diviso in quattro settori diversi che però non sono allineati e non si sa perchè. L’ipotesi è che sia stata fatta in questo modo per motivi acustici: nel tempietto sanmicheliano infatti veniva celebrata la messa e in questo modo tutte le cellette attorno al Lazzaretto potevano sentire la messa. Prima dell’esplosione che lo rase al suolo il Lazzaretto era una struttura particolare ed è il terzo lazzaretto al mondo dopo quello di Venezia e Milano. C’era circa 150 cellette e ogni celletta era una sorta di piccolo appartamento con cucina, bagno, servizi igienici. L’ingresso principale è stato raso al suolo. Tutto quello che rimane è il tempietto circolare sanmicheliano, anche se non si sa se sia stato realizzato dal Sanimcheli. È stato costruito in modo che da tutti i settori si potesse vedere il centro».
«Interessante è la statua di San Rocco: un’altra cosa di pregio che rimane dal Lazzaretto è la statua in rame di San Rocco. La statua si trova ora al museo degli affreschi G.B. Cavalcaselle in centro a Verona».
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