Il lavoro come mezzo di riscatto

Stanno lavorando al Forte San Mattia in questi giorni i ragazzi della Cooperativa Sociale Milonga, l’associazione che dal 2005 dà una “seconda possibilità” a persone disagiate attraverso attività formative e lavorative. Un metodo di inclusione virtuoso nato da un’idea di Luis Allega, argentino, che da 40 anni ha a che fare con persone in difficoltà, tra cui tossicodipendenti ed ex carcerati che faticano a trovare il loro posto nel mondo del lavoro.

È un’occasione di riscatto, sia dal punto di vista sociale che da quello lavorativo. È questo ciò che offre da ben 14 anni la cooperativa Milonga, impegnata sul territorio veronese per dare una seconda possibilità a coloro a cui la vita ha fatto uno sgambetto. Persone svantaggiate che vengono riavvicinate alla società attraverso attività formative e lavorative con tirocini mirati, perché d’altronde, come ci spiega il presidente Luis Allega, una volta terminato il percorso di reinserimento, si deve cominciare a ballare.

Tanto il lavoro per gli operai della cooperativa, che proprio in questi giorni stanno effettuando la manutenzione della vegetazione nella parte superiore del Forte austriaco di San Mattia, sulle Torricelle. Una volta indossata l’imbragatura è infatti il momento di calarsi lungo il pendio sul retro dell’edificio, dove gli arbusti tagliati vengono accuratamente accatastati in attesa di essere triturati. Un lavoro impegnativo che richiede ore di formazione anche in materia di sicurezza, come ci spiega Saverio, entrato nella cooperativa nel 2012, che nel corso degli anni si è guadagnato il ruolo di responsabile dell’area verde di Milonga.

Gli interventi al forte, richiesti da Amia, proseguiranno ora per alcune settimane. L’obiettivo è riportare all’antico splendore uno dei gioielli di Verona.

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