Il lato positivo del Covid: dal libro al convegno con Fondazione Fevoss

"Sopravvivere per vivere: cosa abbiamo imparato dall’emergenza Covid" è l'incontro dedicato al settore sanitario nato dal libro della dottoressa Mirandola. Appuntamento domani allo spazio congressi di Veronafiere

“Sopravvivere per vivere: cosa abbiamo imparato dall’emergenza Covid” è il convegno organizzato da Fondazione Fevoss Santa Toscana domani, sabato 24 settembre, a Veronafiere, dalle 8.30 alle 17. All’Auditorium Verdi del centro Congressi una giornata con operatori sanitari e volontariato per fare il punto su pandemia e prospettive future.

Il convegno nasce da un libro le cui pagine iniziano in una data precisa, il 29 marzo del 2020: è il giorno in cui, quando la dottoressa Franca Mirandola riceve il risultato del tampone. E’ positiva, ha contratto il Covid-19. Da quel momento inizia per lei un vero e proprio calvario, fatto di sofferenza, dolore e solitudine. Un’esperienza dolorosissima, vissuta dal duplice punto di vista di paziente e insieme di medico, che è diventata prima un libro poi, oggi, lo spunto per il convegno.

Una giornata di confronto tra medici, infermieri, operatori sanitari e volontari che operano nel campo dell’assistenza sociale e sociosanitaria; un appuntamento organizzato dalla dottoressa Mirandola insieme alla Fondazione Fevoss Santa Toscana per fare il punto sulla pandemia e su quanto di positivo possiamo trarre da oltre due anni di lotta.

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Le voci dei protagonisti

«Un convegno – spiega Alfredo Dal Corso, presidente della Fondazione Fevoss Santa Toscana – che nasce dal valore dell’amicizia che vuole trasformarsi in restituzione per il dono ricevuto da scienza e fede. E la Fondazione, che da statuto ha nella formazione una delle leve del suo agire, ha voluto aprirlo anche alla cittadinanza».

«Il coronavirus colpisce non solo la salute fisica di chi lo contrae, ma porta anche con sé una serie di ricadute psicologiche ed emotive degli individui che devono essere riconosciute e prese in carico in un’ottica di prevenzione e di qualità della vita – afferma Franca Mirandola, medico di medicina generale, presidente onorario di Fismu, la Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti, e responsabile scientifica del convegno. -. Il disagio fisico e psicologico è stato vissuto anche dagli operatori sanitari, impegnati in prima linea per contrastare il virus. Professionisti che non hanno mai smesso di mantenere fede al loro giuramento con passione, impegno e dedizione, mettendo a rischio la loro vita e quella dei loro cari. La pandemia ci ha fatto capire quanto sia importante costruire una valida e operativa rete di comunicazione tra ospedale e territorio. Inoltre Verona ha saputo trovare una coesione straordinaria in risposta ad un’emergenza sanitaria e sociale senza pari nel recente passato per gravità e diffusione».

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Il programma

Tre le sessioni in cui si articolerà il convegno, dedicato a tutte le persone morte di Covid e a quelle per cui il virus è stata causa indiretta di ritardate diagnosi. Dopo l’apertura con Mariapia Garavaglia, senatrice ed ex Ministra della Salute, la prima sessione prevede la partecipazione di docenti universitari, primari, medici e psicologi dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e dell’Ulss 9 Scaligera: tratterà “Due anni di pandemia: situazione attuale e futura – Covid, non solo corpo ma anche la mente”.

A seguire, una tavola rotonda sul tema della Medicina del territorio e delle cure primarie, in un sistema sanitario nazionale che ha barcollato ma che ha saputo reggere alle diverse ondate pandemiche e che ora non deve perdere l’opportunità del Pnrr per un miglior servizio al cittadino. La terza sessione, nel pomeriggio, verterà su esperienze ed esempi di aspetti organizzativi nel contesto della pandemia, nell’ambito dell’emergenza/urgenza e del rapporto tra ospedale e territorio, affrontando anche l’impatto che il Covid 19 ha avuto sul mondo del volontariato.

«Il lavoro di squadra e la solidarietà sono stati fondamentali per far fronte all’emergenza, ma deve diventare la carta vincente per creare una vera sanità per il cittadino – conclude Mirandola -. La politica può fare molto, migliorando l’organizzazione affinché il medico si riappropri del tempo clinico dedicato al paziente e sia sollevato dalla pesante e pressante burocrazia».

L’evento ha ricevuto il patrocinio della Regione Veneto e del Comune di Verona ed è reso possibile grazie al supporto di Artifices, B&P, Dolci Colori, Edizioni03, Maestri del Lavoro, MolinAuto, Monteci Viticoltori, Phoenix Group, Salvagno Frantoio per Olive, Vecomp Soluzioni Informatiche, Sanity System, ViiV Healthcare.

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