Il “controllo di vicinato” di Verona fa scuola a Merano

L’esperienza veronese del Controllo di vicinato presentata a Merano come “case study” dall’assessora alla Sicurezza del Comune di Verona Stefania Zivelonghi e dal Comandante della Polizia Locale Luigi Altamura, per proporre un modello di sicurezza del territorio che coinvolga cittadine e cittadini.

Stefania Zivelonghi
L'assessora Stefania Zivelonghi

Dopo un primo incontro privato tenutosi nei mesi scorsi, il sindaco di Merano ha invitato l’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi per raccontare il controllo di vicinato di Verona. Merano infatti è il primo centro altoatesino in cui si sperimenta questo modello innovativo di sicurezza partecipata.

Per l’occasione è stata organizzata un’assemblea pubblica che si è tenuta la scorsa settimana a Merano alla presenza dei componenti il Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico della provincia di Bolzano, in una sala gremita di cittadine e cittadini interessati ad ascoltare l’esperienza veronese.

Durante l’incontro, l’Assessora alla Sicurezza, Legalità e Trasparenza del Comune di Verona ha illustrato la nascita istituzionale e politica del controllo di vicinato, mentre il Comandante della Polizia Locale di Verona Luigi Altamura ha approfondito il ruolo cruciale dei coordinatori. Al tavolo dei relatori era presente anche il Vice Comandante Operativo della Polizia Locale di Verona Massimo Pennella.

Lo scorso marzo una delegazione del Comune di Merano, guidata dal primo cittadino, aveva infatti già incontrato l’Assessora alla Sicurezza di Verona e il Comandante Altamura per discutere le linee guida del sistema veronese, condivise poche settimane fa anche con il Comune di Parma.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Il modello di Controllo di Vicinato, attivo a Verona da un anno, coinvolge cittadine e cittadini nel controllo del territorio grazie a un accordo tra il Comune e il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Questo strumento prevede la formazione di gruppi di cittadini che collaborano segnalando situazioni critiche alle forze dell’ordine e alla pubblica amministrazione. Ogni gruppo ha un coordinatore incaricato di mantenere i rapporti e di organizzare incontri informativi e formativi.
Il buon risultato del modello veronese, inaugurato proprio un anno fa, è l’esito della sinergia e della compartecipazione tra Polizia Locale, Prefettura e Amministrazione, sostenuti dall’operato dei cittadini.

«A Verona, abbiamo scelto di non affidarci a organizzazioni esterne, ma di costruire un rapporto diretto tra l’Amministrazione, la Polizia Locale e i cittadini – ha dichiarato l’assessora alla Sicurezza del Comune di Verona -. Le segnalazioni sui social network, a differenze di quelle circostanziate e tempestive, non aiutano le forze dell’ordine a intervenire tempestivamente. Il controllo di vicinato rappresenta un modello di cittadinanza attiva che promuove un approccio concreto volto alla cura del territorio e della cittadinanza».

«Non servono sceriffi – ha aggiunto il Comandante Luigi Altamura – ma persone che amano il proprio territorio. Per questo abbiamo parlato direttamente con i coordinatori nei quartieri, fornendo loro un vademecum operativo».

Durante l’incontro sono intervenuti anche il Sindaco di Merano, il Commissario del Governo della Provincia di Bolzano Prefetto Vito Cusumano, il Questore di Bolzano Paolo Sartori e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bolzano Raffaele Rivola.

LEGGI ANCHE: Al Consorzio ZAI il Premio Verona Network 2024