La messa e poi l’ingresso in Cappella Sistina: iniziato il Conclave
Redazione
I cardinali, sia quelli che partecipano al Conclave che i non elettori, sono nella Basilica di San Pietro, dove stamane viene celebrata la messa Pro eligendo Romano Pontifice. La messa è concelebrata dai cardinali elettori e presieduta dal decano del Collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re.
Si è aperto ufficialmente il Conclave 2025, l’appuntamento solenne che porterà alla nomina del 267° Papa della storia della Chiesa cattolica. Nella suggestiva cornice della Basilica di San Pietro, si è tenuta questa mattina la Messa “Pro eligendo Romano Pontifice”, presieduta dal Decano del Collegio Cardinalizio, Giovanni Battista Re, alla presenza sia dei cardinali elettori che dei non elettori.
Un momento di grande intensità spirituale ha preceduto l’ingresso in Casa Santa Marta, dove i cardinali hanno preso dimora per i giorni di Conclave. Alle 16:20, dalla Prima Loggia del Palazzo Apostolico, la processione dei cardinali elettori ha segnato l’inizio ufficiale delle operazioni, culminate con l’ingresso nella Cappella Sistina. Qui si svolgono le votazioni a scrutinio segreto, e già dal tardo pomeriggio si è attesa la prima fumata.
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Il video della Messa Pro Eligendo Romano Pontifice
Il Conclave di quest’anno si distingue per la forte eredità spirituale e riformista lasciata da Papa Francesco. Nell’ultima congregazione generale, i cardinali hanno riflettuto su temi urgenti quali gli abusi, la trasparenza economica vaticana, il dialogo interreligioso e i cambiamenti climatici. Ma soprattutto, hanno fatto proprio un messaggio chiaro: “basta guerre”. Dall’Ucraina al Medio Oriente, fino ai conflitti meno noti, l’intero Collegio Cardinalizio ha ribadito l’urgenza di un cessate il fuoco permanente.
«Si giunga quanto prima ad un cessate il fuoco permanente e si negozi, senza precondizioni e ulteriori indugi, la pace lungamente desiderata dalle popolazioni coinvolte e dal mondo intero» – questa la dichiarazione condivisa dai cardinali, che sintetizza un’eredità chiara del pontificato di Francesco.
La continuità con l’operato del Papa argentino si riflette anche nella rosa dei papabili. In prima linea ci sono gli italiani Pietro Parolin, Segretario di Stato, e Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme. Entrambi rappresentano sensibilità differenti ma legate al filo conduttore della diplomazia vaticana e dell’apertura verso il mondo.
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A emergere con forza, tuttavia, è anche il nome del cardinale francese Jean-Marc Aveline, considerato vicino a Matteo Zuppi, attuale Arcivescovo di Bologna e già protagonista di diverse missioni di dialogo. Aveline, che guida l’arcidiocesi di Marsiglia, è noto per la sua attenzione ai temi della migrazione e dell’integrazione multiculturale, rappresentando una possibile sintesi tra il pensiero francescano e le sfide future della Chiesa.
Non mancano però le controversie. Fa discutere il caso del cardinale keniano John Njue, escluso dal Conclave, secondo lui senza alcuna motivazione valida. «Non sono malato», ha dichiarato, smentito però dall’arcivescovo di Nairobi, secondo cui le condizioni di salute di Njue non sarebbero compatibili con la partecipazione alle votazioni.
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Saranno 133 i cardinali elettori, provenienti da 66 Paesi, di cui 53 europei e 17 italiani. Un dato che conferma la tendenza verso un cattolicesimo sempre più globale, dove Africa, America Latina e Asia giocano un ruolo crescente.
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