Il Comune di Verona sostiene il popolo venezuelano
Oggi, venerdì 10 gennaio, in Venezuela accadrà qualcosa di molto significativo per le sorti della democrazia del Paese. Il Presidente uscente Nicolas Maduro e il Presidente eletto Edmundo Gonzales Urrutia si insedieranno entrambi, con la previsione di numerosi scontri e inevitabili sommosse.
Il Comune di Verona, attraverso il consigliere delegato alle Relazioni Internazionali Francesco Fasoli, ha espresso il pieno sostegno al popolo venezuelano e al suo neo presidente democraticamente eletto. Lo scorso 12 dicembre, infatti, il Consiglio comunale ha votato all’unanimità la mozione, a firma del consigliere Fasoli, che impegna l’Amministrazione a condannare fermamente l’uso della violenza, delle detenzioni arbitrarie e della persecuzione politica come strumento per reprimere l’opposizione in Venezuela. Inoltre, a sostenere il riconoscimento dei risultati elettorali.
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«Una mozione – spiega il consigliere Francesco Fasoli – frutto di una sintesi, dove vengono riportati gli aspetti più rilevanti, sulla base di documenti ufficiali. Come Comune di Verona riconosciamo il nostro sostegno a tutto il popolo venezuelano. In oltre sette anni la situazione è drammaticamente peggiorata: il Paese sta vivendo la più grande crisi di rifugiati in America Latina, e una delle più grandi al mondo, con oltre otto milioni di emigrati. Una terra a cui l’Italia è fortemente legata. Dal dopoguerra alcune centinaia di migliaia di persone, molte veronesi, sono emigrate in Venezuela e hanno contribuito in modo sostanziale allo sviluppo del Paese stesso. Attualmente, l’ambasciata italiana di Caracas rileva che gli italo-venezuelani sono nell’ordine di circa 160mila, a Verona risiedono circa 350 persone, e stima che siano più di un milione e mezzo i venezuelani con ascendenza italiana».
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Il consigliere Fasoli ha inoltre ricordato che, dopo le elezioni del 28 luglio 2024, tenutesi secondo l’Accordo di Barbados dell’ottobre 2023, disatteso dal Governo, il CNE (Consiglio Elettorale Nazionale) non ha ancora pubblicato i verbali ufficiali degli scrutini – il sistema elettorale venezuelano è uno dei più avanzati al mondo e applica una serie di verifiche per le quali è impossibile falsificarne l’esito – e tutti i poteri di controllo, sottomessi alla volontà di Maduro, hanno dichiarato che l’ex Presidente ha vinto, senza portare le prove dell’esito del voto.
Presenti alla conferenza stampa di questa mattina a Palazzo Barbieri, Lys Golia e Elisabeth Contreras del direttivo dell’Associazione Casa Italo Venezuelana NCS – Nord Centro Sud e Mari Alarcon rappresentante comunità Italo Venezuelana del Veneto.
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Crisi in Venezuela e persecuzioni
Dal 28 luglio 2024, sono state segnalate oltre 2000 persone scomparse e più di 3000 arresti arbitrari, tra i quali diversi italiani e oltre 180 minori incarcerati con accuse di terrorismo.
Il 19 settembre 2024 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione nella quale:
- si richiede alle autorità venezuelane di rendere pubblici i risultati completi;
- viene riconosciuto Edmundo Gonzales Urrutia come Presidente legittimo e democraticamente eletto;
- vengono condannate le torture, gli omicidi e gli arresti arbitrari, dando il pieno sostegno alla CPI sull’indagine in corso sui presunti crimini contro l’umanità.
Il Centro Carter, insieme ad una piccola commissione dell’ONU (unici osservatori neutrali ammessi), ha verificato il processo elettorale e in un report del 2 ottobre 2024 ha dichiarato che Edmundo Gonzales Urrutia avrebbe ottenuto circa il 67% dei voti, contro il 31% di Maduro. Diverse proiezioni statistiche indipendenti, utilizzando metodologie diverse, confermano un margine di 35-40 punti percentuali tra i 2 contendenti.
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