Il cardinale Parolin contro Becciu: il caso che agita il Conclave

Redazione

| 23/04/2025
Il Segretario di Stato vaticano si oppone alla presenza del cardinale condannato: le ragioni di una frattura senza precedenti.

Il cardinale Pietro Parolin, già Segretario di Stato vaticano, è il principale oppositore della partecipazione di Angelo Becciu al prossimo Conclave. Becciu, già potente funzionario della Curia, è stato condannato in primo grado per peculato e abuso d’ufficio, ma non è mai stato formalmente privato della porpora né del diritto di voto da un atto scritto del Papa. Questo vuoto normativo ha generato incertezza e tensione tra i cardinali.

Parolin – che insieme a Stanisław Ryłko e Fabio Baggio è stato sorteggiato per la commissione che assiste il Camerlengo nelle decisioni ordinarie – esclude categoricamente la presenza di Becciu tra gli elettori.

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La sua ostilità – emerge dalle cronache e dai retroscena – nasce dalla volontà di tutelare la legittimità e la credibilità dell’elezione papale, temendo che l’ammissione di un cardinale condannato possa gettare ombre sull’intero processo.

La posizione di Parolin è condivisa da alcuni, ma diversi canonisti sostengono che, in assenza di un’esclusione formale, Becciu avrebbe diritto a partecipare.

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Chi è il Cardinale Parolin

Pietro Parolin nasce il 17 gennaio 1955 a Schiavon, in provincia di Vicenza, in una famiglia semplice e profondamente cattolica. Dopo la perdita prematura del padre, entra in seminario a 14 anni e viene ordinato sacerdote nel 1980. Dopo due anni come viceparroco, prosegue gli studi a Roma, laureandosi in diritto canonico e formando la sua carriera diplomatica nella Santa Sede a partire dal 1986.

Presta servizio nelle nunziature di Nigeria e Messico, quindi lavora nella Segreteria di Stato, occupandosi di relazioni internazionali, pace e diritti umani. È coinvolto in delicate trattative con Paesi come Vietnam e Israele, e partecipa a missioni in aree di crisi come il Rwanda. Nel 2002 viene nominato sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati.

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Nel 2009 diventa nunzio apostolico in Venezuela, impegnandosi per favorire il dialogo tra Chiesa e governo in un contesto sociale difficile. Papa Francesco lo nomina Segretario di Stato nel 2013, ruolo che assume ufficialmente a novembre di quell’anno. Creato cardinale nel 2014, viene successivamente cooptato tra i cardinali dell’Ordine dei Vescovi nel 2018.

Continua a essere una figura chiave nella diplomazia vaticana, partecipando al Consiglio di Cardinali e a numerosi dicasteri, tra cui quelli per i Vescovi, le Chiese Orientali, l’Evangelizzazione, il Culto Divino e la Dottrina della Fede.

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