Il Camploy diventa un set televisivo per Mediaset

Sarà affittato da ottobre a marzo e sembra, ma non è ancora certo, che a volerlo come scenografia sia proprio Mediaset. Il teatro Camploy diventa quindi il set per una serie di trasmissioni con pubblico presente. La trattativa si sta chiudendo in questi giorni. Per l’affitto, il Comune riceverà 600 euro al giorno per un totale di circa 85 mila euro.

Tutte le serate programmate per il prossimo autunno-inverno  al Camploy potranno regolarmente svolgersi nel teatro «Stimate» o in quello della «Santissima Trinità».

Sulla scelta dell’amministrazione comunale di concedere a titolo praticamente esclusivo il teatro a una società privata ha sollevato numerose polemiche tra i consiglieri di minoranza. La prima ad intervenire nei giorni scorsi era stata Elisa La Paglia del Partito Democratico: “Cosa da pazzi – tuona La Paglia – l’unico spazio cittadino praticabile in periodo invernale con molte date date già assegnate trasformato in set televisivo privato, senza alcun rispetto per le migliaia di bambini delle scuole veronesi che ogni anno vanno ad assistere alle rappresentazioni teatrali e per le decine di compagnie amatoriali che nei prezzi calmierati del Camploy trovano spesso l’unica soluzione per esibirsi e provare. E’ in questo modo che l’assessore Briani promuove la cultura nella nostra città? E’ forse per questo che da un anno impedisce che la commissione cultura riformi il regolamento del teatro? L’affitto che percepirà il Comune permetterà di svolgere altrove le attività che lì erano già previste? Chiedo alla giunta di chiarire e di dire che ruolo abbia giocato Gianmarco Mazzi in questa iniziativa”.

A fargli eco l’ex sindaco Flavio Tosi: “Sboarina sta privatizzando il Camploy e la Gran Guardia per fare cassa, ma così fa danno al mondo associativo e culturale della città. L’attuale Giunta vuole cedere per sei mesi il Camploy a una tv nazionale, ma così smantella tutto quello che era stato programmato in cartellone, e poi più in generale c’è la valenza sociale, artistica e culturale del Camploy. Per la Gran Guardia si sta seguendo la stessa filosofia: vogliono dedicarla solo a scopo congressuale, ma negli anni è sempre stato dimostrato che possono convivere le grandi mostre, i convegni ed i congressi insieme alle iniziative associative, culturali e sociali delle realtà cittadine”.

Dello stesso parere il consigliere della Lista Tosi Alberto Bozza: “Cedendo il Camploy si mettono in crisi tutte quelle associazioni del territorio che hanno investito tempo e denaro per offrire ai cittadini una programmazione culturale e artistica di valore. Sulla Gran Guardia invece si vuole ridimensionare uno spazio da sempre polifunzionale che si trova nel cuore della piazza più simbolica e famosa di Verona. Si conferma la visione piccola e chiusa dell’amministrazione Sboarina”.