Ikea, PdF: “Avrebbe costretto centinaia di persone al lavoro domenicale, nuova schiavitù dei tempi moderni”

filippo grigolini famiglia è futuro
Filippo Grigolini, presidente Famiglia è Futuro

Anche il Popolo della Famiglia interviene sullo stop all’Ikea alla Marangona appoggiando la posizione del Comune:”Hanno difeso un territorio già martoriato”.

«Diamo atto al Sindaco Sboarina e all’assessore Segala di avere avuto coraggio nel fermare sul nascere una azione speculativa a danno di molti e a vantaggio di pochi. Sfugge ai più la vera motivazione per cui il Consorzio ZAI volesse a tutti i costi il mega store del mobile a basso costo a Verona, in quanto non corrisponde in alcun modo alla sua mission di stimolo all’interscambio locale ed internazionale delle merci» cosi Grigolini, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia. «Se da un lato questa iniziativa poteva portare posti di lavoro, dall’altra ne avrebbe massacrati a centinaia nel già sofferente comparto del mobile veronese che avrebbe dovuto accettare commesse da miseria» ha continuato Grigolini in una nota. «Al Consorzio ZAI hanno venduto la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Ora chi è causa del conseguente danno economico se ne assuma le responsabilità, anche se è facile prevedere ora politicamente, per la città e l’amministrazione, l’inizio di una notte dai lunghi coltelli» ha concluso Grigolini.

«L’IKEA avrebbe costretto centinaia di persone al lavoro domenicale, nuova schiavitù dei tempi moderni. I quartieri limitrofi avrebbero sofferto dell’inquinamento portato dal traffico di centinaia di migliaia di auto» ha chiosato Berardo Taddei, responsabile del PDF per i quartieri interessati. «La giunta ha eliminato molte migliaia di metri cubi di edificazione con la recente variante: non avrebbe avuto alcune senso ricrearli per un colosso del genere in un quartiere come Verona Sud già congestionato dal traffico. Perché non proseguire con iniziative che prevedano la conversione di contenitori industriali ora abbandonati? Chiediamo al sindaco, che ben conosce le difficoltà di un quartiere che ha abitato per tanti anni, di mantenere la barra ben salda rispetto a questa ennesima opera di violenza al territorio per il bene di Verona e di non farsi intimorire».