Ieri piazza Bra è diventata la “Piazza Pride 2020”

Tanti sostenitori delle associazioni lgbt ieri in piazza Bra a Verona, in occasione del "Piazza Pride 2020".

Piazza Pride Verona 2020

Tanti sostenitori delle associazioni lgbt ieri in piazza Bra a Verona, in occasione del “Piazza Pride 2020“. I gruppi promotori hanno spiegato con un comunicato la motivazione per cui si sono ritrovati.

«Il 14 luglio 1995 l’allora Consiglio Comunale di Verona, (giunta Sironi), approvava le 3 ormai note mozioni omofobe, la più grave delle quali, la n.336, impegnava l’amministrazione veronese a non parificare i diritti fra coppie omosessuali e coppie eterosessuali. Le mozioni passarono a larga maggioranza. Subito dopo l’approvazione, 7 militanti lgbt – veronesi e non – occuparono per pochi minuti una strada adiacente in Municipio: vennero denunciati per manifestazione non autorizzata, interruzione di pubblico servizio e blocco del traffico. Nacque il “Comitato Alziamo la testa” che organizzò la prima grande manifestazione lgbt di Verona il 30 settembre 1995».

Fra i gruppi politici che hanno voluto essere presenti, anche +Europa con la portavoce della sezione veneta Anna Lisa Nalin e il coordinatore di quella veronese Giorgio Pasetto.

«Siamo qui perché vogliamo dipingere questa città dei colori dell’arcobaleno, della tolleranza e del valore della diversità e delle minoranze» ha dichiarato Anna Lisa Nalin. «Basta con la Verona oscurantista, basta con le chiusure, basta con le discriminazioni, Verona città aperta, Verona che accoglie tutti. Non ci sentiamo rappresentati da questa amministrazione, da questo sindaco, da questa amministrazione regionale. Apriamoci, tolleriamoci, confrontiamoci con il mondo».

«Verona purtroppo si è dimostrata negli ultimi anni una città sempre più intollerante verso le diversità. Io ho lanciato l’idea di dipingere o illuminare le colonne del Municipio dei colori dell’arcobaleno, come si fa per altre manifestazioni» ha aggiunto Pasetto. «Purtroppo qui a Verona l’amministrazione esprime per la voce di due consiglieri Bacciga e Zelger, concetti che più hanno a che fare con il Medioevo che con la modernità. Quindi credo che anche la presenza di chi fa attività politica in un momento in cui si rivendica la libertà di scelta individuale, sia importante».

«La posizione di Traguardi su diritti civili è sempre stata netta e senza equivoci: tutelare il diritto di qualcuno ad affermare la propria identità non è e non può essere considerato come un attacco alla libertà di qualcun altro» dicono Pietro Giovanni Trincanato e Tommaso Ferrari. «Per questo il nostro movimento e la comunità di cittadini che rappresenta lavoreranno sempre per difendere i diritti di tutti e per mostrare una Verona orgogliosa delle proprie diversità ed accogliente».

«Chi vuole negare questo con iniziative politiche vuote quanto inutili, che testimoniano solo la pochezza di certi esponenti della maggioranza, non solo fa male all’immagine di Verona, ma vuole dipingere una realtà che non esiste. Non possiamo accettare di assistere ad altri folli attacchi come quelli di recente partiti da palazzo Barbieri, che colpiscono migliaia di cittadini e cittadine, moltissimi dei quali giovani e giovanissimi, che dalle istituzioni dovrebbero essere tutelati e difesi, non discriminati e umiliati. Una città che riconosce i diritti di tutti, che li difende e se ne cura è una città più giusta, più libera e più civile. Vogliamo che Verona sia la città dell’amore e del rispetto, per tutti» affermano i rappresentanti di Traguardi.

«Come Volt abbiamo aderito al “Piazza Pride” perché vogliamo che Verona sia ricordata per essere quello che è realmente: una città plurale e accogliente, che riconosce la libertà e i diritti umani» afferma Luca Nisidi, city lead di Volt Verona. «È necessario che i veronesi facciano sentire la loro voce per smarcarsi dall’attuale maggioranza e dalle sue posizioni, che hanno come unico effetto quello di dare all’Italia e al mondo un’immagine distorta e negativa della nostra città. Da qui alle elezioni del 2022, Volt si impegnerà attivamente affinché Verona possa tornare ad essere guidata da un’amministrazione aperta e rappresentativa di tutte e tutti, senza distinzioni».