Idee per l’ex Seminario di San Massimo: svelate le tre proposte vincitrici

Sono arrivate ben 73 proposte al concorso di idee per la riqualificazione dell’area dell’ex Seminario di San Massimo promosso da Chiesa di Verona e Fondazione San Zeno.

Ex seminario San Massimo - Vista da ingresso
Ex seminario San Massimo - Vista da ingresso

Chiesa di Verona e Fondazione San Zeno annunciano i vincitori del concorso di idee per la riqualificazione dell’area dell’ex Seminario di San Massimo di Verona. Agli autori delle tre proposte, selezionate tra le 73 pervenute agli organizzatori da tutta Italia, viene attribuito un premio in denaro, per un totale di 50mila euro. La Giuria ha inoltre stabilito di assegnare una menzione d’onore a tre lavori che si sono rivelati portatori di soluzioni interessanti ed utili ad alimentare il confronto e la riflessione sull’area.

La conclusione di questa raccolta di idee sull’area dell’Ex-Seminario di San Massimo si colloca ad un mese esatto dalla visita di papa Francesco a Verona, e si pone come altro momento rilevante per la città e la diocesi scaligera, in continuità con alcuni temi cari al Santo Padre, promuovendo una visione di Chiesa aperta al dialogo, all’inclusione, alla tutela del territorio e dell’ecologia integrale.

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L’iniziativa, promossa dalla stessa Diocesi, aveva e ha lo scopo di rendere la collettività parte attiva di un pensiero di valorizzazione del luogo, individuando prima di tutto delle idee in grado di cogliere le eredità e le memorie del passato, intercettando le sfide e le potenzialità di sviluppo futuro.

La Diocesi, proprietaria dell’area insieme al Seminario Vescovile, grazie al sostegno di Fondazione San Zeno, ente non profit nato a Verona nel 1999 dalla volontà di Sandro Veronesi, Presidente di Oniverse (nuovo nome del Gruppo Calzedonia), attraverso il bando aperto da dicembre 2023 a marzo 2024, ha avuto la possibilità di porsi in ascolto di proposte di riqualificazione e rigenerazione, considerando non solo ogni singola idea, ma anche il risultato di insieme e le possibili combinazioni e integrazioni tra le diverse proposte.

Il bando non costituiva nessun vincolo alla realizzazione delle idee così come proposte, ma l’auspicio degli organizzatori è che questa fase non sia che la prima di una riflessione sempre più condivisa sull’Ex Seminario di San Massimo, da svolgere dentro e fuori la Chiesa di Verona, con la ricerca di soggetti che possano dare concretezza e forza alle idee emerse.

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Ex seminario San Massimo - Vista da accesso
Ex seminario San Massimo – Vista da accesso

Nelle scelte della Giuria alcune tematiche sono state considerate come particolarmente rilevanti:

  • la sostenibilità, la tutela ambientale e la cura del paesaggio (anche circostante);
  • l’attenzione ad evitare ulteriore consumo di suolo;
  • la circolarità e la reciprocità tra le differenti funzioni;
  • l’accoglienza e la solidarietà come modelli relazionali;
  • l’approccio incrementale come strategia progettuale e ipotesi realizzativa per parti e progressiva;
  • l’attenzione alla partecipazione attiva della cittadinanza e alle forme di coinvolgimento di altre organizzazioni.

In questa fase di avvio del percorso progettuale si è scelto di dare grande importanza alle motivazioni e alle modalità operative suggerite dai candidati – il ‘perché’ e il ‘come’ – prima di valutare l’idea proposta in sé (il ‘cosa’) per riqualificare l’area dell’Ex-Seminario di San Massimo.

Ai premiati viene consegnata un’opera originale, una litografia di “San Zen che ride”, patrono della Diocesi di Verona, con cornice prodotta nella falegnameria che Reverse Cooperativa Impresa Sociale gestisce all’interno del carcere di Verona.

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Concorso idee San Massimo - presentazione

I premiati

  • 1° PREMIO assegnato alla proposta SEMINARIO EXTRA

presentata da Pool landscape srl in raggruppamento con gli architetti Ludovico Centis, Ilaria Forti, Francesco Laserpe e da Federico Vascotto.

Seminario Extra propone attività di formazione, accoglienza, editoriali e di informazione legate alla cura e coltivazione della terra nell’ottica delle sfide poste dal cambiamento climatico e delle opportunità che la digitalizzazione e il progresso tecnologico offrono. Lo scenario prospettato è quindi quello di destinare l’area dell’ex seminario ad attività di istruzione e di pratiche didattiche professionalizzanti di indirizzo agrario coinvolgendo gli istituti scolastici veronesi già attivi in questo settore. Nell’ottica dei proponenti, la vicinanza alla città dovrebbe favorire anche il coinvolgimento della cittadinanza con la possibilità di realizzare visite guidate a orti e serre e un mercato per la vendita dei prodotti. Inoltre potrebbe garantire formazione non solo secondaria superiore, ma anche professionalizzante per persone abitualmente residenti in Italia o eventualmente ospitate in residenza per un breve-medio periodo, provenienti anche da diversi continenti.

Motivazione della scelta

Una proposta che paradossalmente sembra non preoccuparsi troppo della componente più pesante: gli immobili. L’attenzione è spostata decisamente sugli spazi aperti, che invece sono trattati in modo serio, a partire dalle caratteristiche del paesaggio circostante e dall’idea del recupero in chiave produttiva e di ricerca riferita al comparto agroalimentare. Il progetto si presenta come parte di un network territoriale che lega tra loro luoghi della produzione e della formazione presenti nel contesto veronese.

Concorso idee San Massimo - primi classificati con vescovo Pompili - Veronesi - Don Albertini_
Primi classificati con vescovo Pompili, Veronesi e Don Albertini

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  • 2° PREMIO assegnato alla proposta QUARTIERE SAN MASSIMO

presentata da OASI architects Studio Associato in raggruppamento con Almo Collegio Borromeo.

Quartiere San Massimo parte da un cambio di prospettiva immaginativa e progettuale, non più “monolitica”, ma policentrica: uno spazio plurale, non definito a monte, ma costruito “a valle”, attraverso processi dinamici e graduali. Secondo i proponenti dovrebbe nascerne un quartiere riqualificato “dal basso”, in cui una comunità intenda stabilirvisi e contribuisca direttamente al ripensamento del luogo, promuovendo la condivisione dello spazio, la combinazione di ambienti privati e pubblici dalle diverse destinazioni, come in un piccolo centro rurale: con spazi di residenza per nuclei familiari, asili, luoghi educativi e aggregativi, residenze per persone anziane, giardini e orti comuni, servizi di carattere sanitario, commerciale di prossimità, artigianale, culturale ecc. Si tratterebbe, in sostanza, di un processo rigenerativo che prende forma per gradi in modo libero e imprevedibile, coinvolgendo direttamente chi lo vive.

Motivazione della scelta

È particolarmente interessante lo sforzo di assegnare a questo luogo di grandi dimensioni una scala locale e di comunità, in un processo di compressione dello spazio attribuito a ciascuna funzione, e di dilatazione dei rapporti tra spazi. I proponenti hanno usato lo strumento rappresentativo del disegno ”a mano libera” per descrivere più il processo che il risultato, e per descrivere l’approccio incrementale nello sviluppo del progetto (a partire dal parco), affidandone la definizione ad una progressiva evoluzione che, oltre agli esperti, coinvolge attivamente la comunità insediata.

Secondo classificato con vescovo Pompili, Veronesi e Don Albertini
Secondo classificato con vescovo Pompili, Veronesi e Don Albertini

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  • 3° PREMIO assegnato alla proposta SEMIinARIA

presentata da Bunch Studio di Architettura.

SEMIinAria propone una riqualificazione progressiva, dando vita ad un percorso che, una volta attivato, produca poi al suo interno le risorse e le strategie per il suo completamento. Secondo i proponenti, una funzione strategica dovrà essere la promozione di un modello di integrazione dei giovani migranti, articolato e condiviso dal territorio. L’intento è di sfuggire alla logica dell’emergenza per regolarizzare i flussi migratori, favorendo l’incontro virtuoso tra beneficiari e comunità di accoglienza e quindi, in prospettiva, agevolando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. 

Motivazione della scelta

La proposta individua una questione in grado di connotare l’idea in modo forte e socialmente orientato: la tematica dei flussi migratori come risorsa e non solo come problema. La configurazione delle funzioni degli spazi rimane aperta, senza entrare in dettagli già progettuali, ma proponendo un approccio incrementale per rendere il processo sostenibile economicamente e socialmente. Dal punto di vista metodologico c’è particolare attenzione ai temi della partecipazione attiva, della circolarità e della reciprocità. I riferimenti indicati, nazionali e internazionali, sostengono la praticabilità della soluzione proposta.

Terzi classificati con vescovo Pompili, Veronesi e Don Albertini
Terzi classificati con vescovo Pompili, Veronesi e Don Albertini

Menzioni d’onore

  • Una MENZIONE è assegnata a Seme

presentata da Baumschlager Eberle Firenze srl, che propone un’idea dell’abitare incentrata su una “nuova armonia con la natura”.

Motivazione: l’idea supera l’imbarazzo della scala architettonica e della rigidità dell’impianto attuale, aggiungendo volumi per creare delle corti “monastiche” di dimensione più urbana e locale. Sono convincenti gli schemi funzionali proposti così come i ragionamenti sui ritmi nell’uso dello spazio e sulla caratterizzazione delle corti monastiche. Anche il paesaggio è trattato in modo onesto, valorizzando i caratteri esistenti, aprendo relazioni con il contesto prossimo e senza aver paura di lasciare dei “vuoti” di paesaggio spontaneo.

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  • Una MENZIONE è assegnata a Vita Nova

presentata da NTAR LTD (architetto Nicolas Turchi), che propone uno sviluppo urbano “olistico” unendo differenti funzioni sociali.

Motivazione
La proposta appare dirompente da diversi punti di vista (aggiunte e sottrazioni volumetriche, molteplicità dei domini funzionali e la stessa rappresentazione e descrizione dell’idea). È innegabile che quanto presentato è frutto di un ragionamento serio e approfondito sull’oggetto e sul contesto, che rende consapevole il proponente delle scelte assunte. Dal punto di vista comunicativo il Manifesto appare completo ed esaustivo. La forza di questa idea consente di leggere le altre proposte da una prospettiva differente e di mettere in campo una visione non scontata e potenzialmente non priva di conflitto, quindi utile ad alimentare un confronto.

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  • Una MENZIONE è assegnata a Ri-Uscire

proposta da Astor Engeenering Srl che propone un innovativo istituto penitenziario.

Motivazione
Apprezzabile la funzione che guida e risolve l’intera proposta. L’organizzazione delle attività è molto ben articolata sia dal punto di vista spaziale-compositivo che dal punto di vista del mix. Nel complesso la lettura della funzione carcere è interpretata in modo innovativo ed è sostenuta da un quadro di analisi completo, anche se la fattibilità della proposta è fortemente legata ad un sostegno istituzionale pubblico. La restituzione grafica del manifesto è nel complesso efficace e le foto-simulazioni restituiscono una componente emozionale che completa il quadro.

Ex seminario San Massimo - Vista Sud
Ex seminario San Massimo – Vista Sud

L’ex Seminario di San Massimo

L’ex-Seminario di San Massimo di Verona è uno spazio al momento semi-abbandonato. La Diocesi di Verona è proprietaria dell’area insieme al Seminario vescovile di Verona.

Il sito, delle dimensioni di circa 17 ettari è collocato nel quadrante ovest della Città di Verona, nei pressi del quartiere San Massimo e presenta tre blocchi funzionali immediatamente riconoscibili: le tre ali, di cui due orientate verso sud e una verso nord, e un corpo centrale, tutti pensati per ospitare le residenze dei seminaristi, le aule scolastiche, i laboratori didattici, gli spazi comuni, oltre che i servizi, quali cucine, mense, macelleria, falegnameria e stamperia. Presente anche un teatro-auditorium interrato da oltre 700 posti a sedere, sormontato dalla grande Chiesa di San Giuseppe. Vi è anche un piccolo compendio di edifici rurali, utilizzati in passato per la coltivazione della campagna circostante.

L'ex seminario di San Massimo in costruzione
L’ex seminario di San Massimo in costruzione

La storia del seminario

Utilizzato a partire dall’anno 1959, l’ex Seminario di San Massimo è stato inaugurato in maniera solenne lunedì 6 giugno 1960 dal cardinale Giovanni Urbani, Patriarca di Venezia, e dal Vescovo di Verona mons. Giuseppe Carraro. Nel corso degli anni Sessanta ha vissuto il momento di maggior sviluppo diventando residenza di oltre settecento persone, tra cui gli studenti a partire dagli 11 anni d’età, i professori, gli educatori, il personale di servizio. Un piccolo villaggio, un “luogo di vocazioni”, dedicato alla crescita e all’educazione dei giovani, per accompagnarli nel percorso di scelta per diventare sacerdoti. Sino ai primi anni Duemila ha anche ospitato i seminaristi della Diocesi di Verona con il convitto, i percorsi scolastici medio inferiori e medio superiori e i percorsi di studi propedeutici ad indirizzo teologico dei giovani adulti intenzionati a diventare sacerdoti.

L'ex seminario di San Massimo in costruzione
L’ex seminario di San Massimo in costruzione

È con gli anni Ottanta che il complesso subisce un progressivo abbandono e viene, in parte, destinato ad altre funzioni. Recentemente l’ala nord, l’unica ristrutturata, ha ospitato vari servizi della Diocesi di Verona, il Centro Unitario per la formazione Missionaria (servizio periferico della Conferenza episcopale italiana) e, durante l’emergenza pandemica, camere e spazi comuni sono stati messi a disposizione del personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera scaligera. Attualmente l’ala ospita la sede del Centro di Pastorale Adolescenti e Giovani, realtà della Chiesa di Verona che promuove attività e proposte per l’intero territorio diocesano, e, provvisoriamente, un Centro collettivo di accoglienza per richiedenti asilo, gestito da Caritas Verona.