I Paesi di Verona: Sona e Lugagnano

Davide Peccantini, fondatore di APS quartiere attivo, e Francesco Castioni, storico dell'arte, guidati dalla giornalista Giorgia Preti, approfondiscono la storia, le tradizioni e i monumenti di Sona e Lugagnano.

Ogni venerdì alle 19.30 l’appuntamento con il format dedicato ai quartieri e ai paesi di Verona su Radio Adige TV, canale 640 del digitale terrestre: ieri, 30 aprile, protagonisti Sona e Lugagnano. A delineare un quadro del passato, del presente e del futuro del paese scaligero i due esperti Davide Peccantini, fondatore di APS quartiere attivo, e Francesco Castioni, storico dell’arte e guida turistica, guidati dalla giornalista Giorgia Preti.

Peccantini: «Analizziamo la mappa del Comune di Sona»

«Ci troviamo a ovest rispetto a Verona – spiega Peccantini – sulla collina dopo Lugagnano. La statale 11 ripercorre il tracciato della via Gallica, strada romana che partiva da Verona e portava a Brescia e a Milano, a partire dal I secolo d.C. La particolarità di Sona è la sua antica origine: nella parte vicina a San Giorgio in Salici furono trovati dei resti del Neolitico, degli oggetti in selce e in bronzo».

«Lo stemma del Comune di Sona è costituito da una torretta, che serviva come punto di avvistamento per eventuali attacchi, dalla corona turrita, che rappresenta proprio il comune»

«Dovete sapere che fino al 1974 Lugagnano era suddivisa in 4 Comuni: Verona, l’incrocio centrale di Lugagnano divideva i 4 comuni, Sommacampagna a Sud, Sona e Bussolengo a Nord. In quell’anno fu indetto un referendum per i cittadini affinché decidessero se aggregarsi o meno sotto il Comune di Sona». Peccantini prosegue il suo intervento con l’analisi del Monumento ai Caduti, della vecchia Chiesa di Lugagnano e altri curiosi aneddoti storici.

Castioni: «Esploriamo insieme le ville di Sona»

«Ho pensato di proporvi un itinerario virtuale di ville – dice Francesco Castioni – anziché di chiese, perché a differenza di queste ultime, che sono sempre aperte al pubblico, non è detto siano facilmente visitabili. Villa Trevisan, costruita durante l’800 sulla collina di Sona, rinnovata poche decine di anni fa, oggi è un asilo nido. Durante l’estate, inoltre, veniva utilizzata per concerti, spettacoli e laboratori. Un luogo aperto alla cittadinanza, permeabile, che permette una creazione di vitalità all’interno di Sona».

«Parliamo ora di Palazzolo – continua Castioni – l’etimo deriva dal longobardo e indica un’antica chiesa o forse un antico tempio romano dove oggi sorge la Chiesa di Santa Giustina, che visse nella stessa epoca di San Zeno. Pare, inoltre, che oltre a questa Pieve ne esistesse anche un’altra, nella Val d’Illasi, e che questi due poli abbiano costituito il fulcro da cui si è diffusa poi l’evangelizzazione del territorio veronese».

Un’altra villa analizzata da Francesco Castioni è a San Giorgio in Salici: la Villa Giusti del GiardinoSpolverini. «L’incontro fra la villa padronale, la parte di svago, e la parte lavorativa sia inserito in un contesto naturalistico di una bellezza straordinaria, tanto da essere chiamato il “tunnel dell’amore”». Oggi è chiuso al pubblico e viene aperta solo per motivo eccezionali.

Lo storico dell’arte ha continuato il suo intervento con un excursus su Mario Salazzari, scultore, partigiano e poeta italiano, che costruì moltissime statue che ancora oggi sono molto importanti e nacque proprio a Lugagnano.

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