Grezzana, aumentata del 9,6% la TARI 2024 e 2025
Tra i problemi che la società contemporanea deve affrontare ci sono quelli relativi «agli anziani e ai rifiuti», lo prevedeva alla fine degli anni Ottanta un dirigente dell’Ente in cui lavoravo, il quale pronosticava «nel giro di cinquant’anni». Ebbene il periodo non è nemmeno passato che sia i rifiuti che curare gli anziani richiedono alle famiglie sempre più risorse economiche.
Facciamo il caso dei rifiuti. Anche a Grezzana per la raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la famosa Tari, quest’anno subisce un aumento del 9,60 per cento e, un ulteriore incremento del 9,6 per cento è previsto per il 2025. Si tratta di un servizio, la cui spesa, va coperta totalmente dagli utenti, quindi dai cittadini. Una tassa che grava nel bilancio dei nuclei familiari e delle attività produttive e commerciali.
Il consiglio comunale nell’ultimo incontro (29 aprile scorso), a maggioranza, ha approvato il Piano economico finanziano presentato dal Consorzio Bacino Nord per gli anni 2024 e 2025 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani del comune, i cui risultati finali sono per il 2024 di 1.370.834 euro e per il 2025 di 1.503.778.
Il predetto Piano finanziario contiene i costi sostenuti da Amia e Serit – euro 915.663 (il 66,80 per cento) – ricordiamo che nel comune di Grezzana la raccolta dei rifiuti solidi e urbani viene effettuata con il sistema del “porta a porta” (ad eccezione di zone difficilmente raggiungibili con i mezzi Amia, dove sono stati riposizionati i tradizionali cassonetti e le campane per il vetro) e la gestione dell’Eco Centro – e quelli sostenuti dall’Amministrazione comunale. Questi ultimi, per il 2024, sono euro 455.171 (il 33,20 per cento dei costi totali). Tra questi figurano i costi: per raccolta, trasporto, spazzatura e lavaggio euro 118.976, per Iva non detraibile euro 89.418, per spese generali e di gestione (personale) euro 161.860 e per crediti non riscossi gli anni precedenti 84.917.
La tariffa è stata suddivisa tra utenze domestiche (euro 945.875,46) e non domestiche (euro 424.958,54), classificando la parte di costi “fissi”, ovvero euro 379.492, che va distribuita in base ai metri quadrati occupati, mentre la parte “variabile” (quella legata al trasporto e allo smaltimento delle tonnellate dei rifiuti) euro 991.342, che va suddivisa – per le utenze domestiche – in base al numero dei componenti il nucleo familiare. La famiglia di cinque persone ed oltre, viene considerata di quattro componenti; un’agevolazione concessa alle famiglie numerose.
Che fare? Non rimane altro che “prenderne atto”. L’opposizione in consiglio ha espresso il voto contrario ad entrambe le delibere consiliari.
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