Greta Thunberg a Verona, il Collettivo Tamr denuncia: «L’ateneo non concede l’aula»

Redazione

| 18/11/2025
Il Collettivo Tamr denuncia il rifiuto dell’Ateneo di concedere uno spazio per l’evento dedicato alla situazione in Palestina con Greta Thunberg e altri attivisti.

Il Collettivo Tamr denuncia la decisione dell’Università di Verona di non concedere l’aula T8 per l’incontro pubblico dedicato alla situazione in Palestina, previsto per il 21 novembre e che avrebbe visto la partecipazione delle attiviste Maya Issa, Greta Thunberg e Simone Zambrin.

In una nota diffusa oggi, martedì 18 novembre, il collettivo precisa che l’evento si svolgerà lo stesso, auspicando collaborazione da parte dell’ateneo scaligero.

Nel comunicato diffuso ieri, il collettivo definiva la decisione «sorprendente», soprattutto alla luce della mozione approvata dal Senato accademico il 28 ottobre scorso. In quella sede, l’Ateneo aveva dichiarato il proprio impegno a favorire l’allargamento del dibattito pubblico e la creazione di spazi interdisciplinari di approfondimento sulle crisi internazionali, con l’obiettivo di diffondere «una cultura di giustizia e pace».

Il collettivo: «Una scelta incoerente con i valori dichiarati dall’Ateneo»

Secondo Tamr, il rifiuto di concedere lo spazio universitario contraddice quanto espresso dall’Università nella mozione. L’incontro, sottolineano, avrebbe rappresentato «un’occasione unica di confronto» su temi di «rilevanza cruciale», grazie alla presenza di voci riconosciute nel panorama internazionale.

Il collettivo afferma inoltre che l’Università dovrebbe «garantire il ruolo civico e culturale che le compete», assicurando che il dibattito pubblico non venga «impoverito». In questo senso, invitano l’Ateneo a rivedere la propria decisione e a collaborare per consentire lo svolgimento dell’iniziativa in un contesto «sicuro, aperto e rispettoso».

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Richiesto un riesame della decisione

Nel comunicato, Tamr esprime fiducia che l’Università possa confermare con i fatti le intenzioni dichiarate, offrendo all’iniziativa lo spazio necessario. Il collettivo chiede quindi un riesame formale e auspica una collaborazione che permetta di ospitare l’incontro all’interno degli spazi accademici, considerati luogo privilegiato per la circolazione delle idee e il confronto libero.

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