Green pass per i lavoratori, si avvicina l’ora X per venerdì

Venerdì entrano in vigore le nuove norme sul green pass nei luoghi di lavoro. Agricoltura, assistenza alla persona e trasporti sono alcuni dei settori in cui si rischiano criticità nel passaggio.

Green Pass - certificato verde covid

Si avvicina l’ora x: venerdì 15 ottobre diventa obbligatorio il green pass per i lavoratori nei luoghi pubblici e privati. Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato ieri il dpcm con le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo. Il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni. 

In avvicinamento al momento dell’introduzione delle nuove norme, sono vari i punti critici sollevati dalle categorie interessate. Negli scorsi giorni i sindacati dei pensionati veneti avevano lanciato l’allarme per quanto riguarda le badanti vaccinate con il vaccino russo Sputnik, non riconosciuto dall’Italia e che quindi non permette alle lavoratrici di ottenere il Green Pass.

«Dal 15 ottobre queste assistenti famigliari si troveranno in una situazione difficile: non possono avere il Green Pass, quindi non possono lavorare a meno di fare continuamente tamponi, ma a spese di chi? Sarà il caos: in Veneto parliamo di migliaia di lavoratrici, e quindi di migliaia di non autosufficienti, soprattutto anziani, che rischiano di rimanere senza aiuto», dicevano Elena Di Gregorio, Tina Cupani e Debora Rocco, segretarie generali dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto.

Nel settore dell’agricoltura, emerge da un’analisi della Coldiretti, circa il 25 per cento dei lavoratori italiani e stranieri non sono ancora vaccinati, per un totale di circa 100mila addetti. Secondo le stime di Coldiretti circa 400mila lavoratori in questo momento sono impegnati nelle campagne, dove tra l’altro è in pieno svolgimento la vendemmia, la raccolta delle mele ed è da poco iniziata quella delle olive.

Dubbi sollevati anche dal settore dei trasporti. Nonostante l’85% degli autisti veronesi sia vaccinato, l’introduzione dell’obbligo del Green Pass a partire da venerdì rischia di creare gravi ritardi nelle forniture e un trattamento diverso tra autisti italiani e stranieri, fa notare Fai-Conftrasporto Verona.

Afferma Alessio Sorio, segretario provinciale della Fai-Conftrasporto Verona: «Premesso che siamo favorevoli ai vaccini e che l’85% dei nostri autisti è vaccinato, l’introduzione dell’obbligo del Green Pass a partire da venerdì crea due ordini di problemi: da un lato il rischio di gravi ritardi nelle forniture con impatto sui cicli produttivi e sulle stesse vendite al dettaglio; dall’altro la mancanza di controlli nei confronti di autisti stranieri che potrebbero generare fenomeni di concorrenza sleali alimentando gravi tensioni».

«Anche il mondo dei trasportatori di Confcommercio rappresenta, a ragione, le difficoltà che emergono da una ancora poco chiara linea di adozione del green pass a poche ore dalla sua entrata in vigore», commenta il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena. «Difficoltà comuni, purtroppo, a quasi tutte le categorie del terziario di mercato e non solo: ad oggi, con l’entrata in vigore venerdì, le regole risultano fumose e incerte».

Sboarina critico sul green pass

Federico Sboarina vietato fumare a Verona
Federico Sboarina, sindaco di Verona

«Fra la norma teorica e la sua applicazione c’è in mezzo un mare di mille complicazioni pratiche» afferma il sindaco di Verona Federico Sboarina. «Lo abbiamo visto con i decreti Covid e si ripete adesso con l’obbligo del green pass e il D-day del 15 ottobre, a cui stiamo lavorando da giorni ma che ancora presenta questioni da risolvere. A cominciare dalla ovvietà che, per la privacy, non si può chiedere in anticipo ai lavoratori chi ce l’ha e chi no».

«Questione che complica non poco l’organizzazione dei servizi pubblici, pensiamo ad esempio alle pattuglie della Polizia locale oppure alle squadre di netturbini. Il Comune ha 2.000 dipendenti, fra cui i 300 agenti della Municipale, e Amia ne ha 600».

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Le verifiche del green pass

Le verifiche potranno avvenire attraverso:

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura;
  • per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC;
  • per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi operativi di gestione del personale e la Piattaforma nazionale-DGC.

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