Granchio blu: flagello o opportunità culinaria? IL SONDAGGIO
Se ne parla da settimane ed è oggetto di dibattiti sempre più accesi. Il granchio blu, il nuovo “flagello” dell’Adriatico, sta preoccupando anche il Veneto che ha dichiarato lo stato di calamità e che nel frattempo ne ha tolte 326 tonnellate dal proprio territorio.
Si tratta di una specie aliena e aggressiva arrivata dall’Oceano Atlantico e che, al momento, è priva di predatori (se non se stesso, dato che è cannibale). Un problema non da poco, dato che, invadendo le acque italiane, si sta cibando di vongole, cozze, ostriche, branzini e tanta altra fauna ittica, lasciando a bocca asciutta i pescatori. A raccontare, con tanto di esemplari esplicativi, la situazione è stato il presidente del Veneto Luca Zaia che, nella sede della Giunta regionale a Venezia, ha mostrato ai giornalisti presenti un maschio e una femmina di granchio blu.
«Abbiamo stanziato – ha detto Zaia – come Regione 80 mila euro per i primi studi, dal governo c’è un buono stanziamento di 3 milioni. Abbiamo dichiarato lo stato di calamità il 24 luglio e chiesto lo stato emergenza nazionale. Da domani partirà un progetto di posa di 300 nasse da parte di Arpav e Veneto Agricoltura, per monitorare la diffusione e la distribuzione della popolazione».
Opportunità culinaria?
Nonostante i problemi che il granchio blu sta creando nella nostra Penisola, sono diverse le ricette che stanno rimbalzando su internet in questi giorni. La carne di questo crostaceo, infatti, proprio in ragione della fauna ittica pregiata di cui si ciba, sembra essere deliziosa e versatile per molti piatti. C’è chi parla di “vendetta”, chi di alta cucina, chi di opportunità, ma anche chi vuole semplicemente vederlo sparire dai nostri mari. Forse la via di mezzo potrebbe essere la strada giusta.
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